Adriano Olivetti

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Adriano-Olivetti-1954Nel­la cit­ta­di­na pie­mon­te­se  del Cana­ve­se ad  Ivrea nasce Adria­no Oli­vet­ti nel 1901, il figlio del fon­da­to­re del­la pri­ma azien­da di mac­chi­ne da scri­ve­re ita­lia­na. Ad alcu­ne pri­me sim­pa­tie per il fasci­smo, seguì un pro­gres­si­vo distac­co dal regi­me, che ter­mi­nò con una fuga in Sviz­ze­ra per sfug­gi­re alla cat­tu­ra. Rien­tra­to in Ita­lia alla fine del­la Guer­ra, ripren­de in mano le redi­ni dell’azienda, che diven­ta la pri­ma nel set­to­re dei pro­dot­ti per l’ufficio. La “Let­te­ra 22”- la mac­chi­na da scri­ve­re dise­gna­ta da Mar­cel­lo Niz­zo­li nel 1950 e che diven­te­rà famo­sa in tut­to il mon­do- è uno dei pri­mi pro­dot­ti indu­stria­li ita­lia­ni ad ave­re come aspet­ti fon­da­men­ta­li l’estetica e il desi­gn. La fab­bri­ca di Ivrea diven­ta anche il model­lo di un’organizzazione del lavo­ro impron­ta­ta sull’uomo rea­le, lon­ta­no dal­la disu­ma­niz­za­zio­ne del­la cate­na di mon­tag­gio, e il model­lo di una pro­dut­ti­vi­tà che si fon­da sul­la moti­va­zio­ne per­so­na­le del lavo­ra­to­re. Muo­re il 27 Feb­bra­io del 1960 per un ictus al cer­vel­lo  duran­te un viag­gio in tre­no  da Mila­no a Losan­na.

 

Adria­no Oli­vet­ti Indu­stria­le, socio­lo­go, urba­ni­sta
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