Ricordo di Adriano Olivetti a 55 anni dalla scomparsa

Geno Pam­pa­lo­ni, con l’avvento di De Bene­det­ti nel­la Oli­vet­ti, in un arti­co­lo appar­so su Il Gior­na­le del 31 mag­gio 1978 dal tito­lo “La saga degli Oli­vet­ti” scri­ve­va: “è il fal­li­men­to di un ten­ta­ti­vo orgo­glio­so di por­si come model­lo alter­na­ti­vo nel mon­do indu­stria­le (il model­lo di una socie­tà fon­da­ta non sol­tan­to sull’etica del pro­fit­to), gli Oli­vet­ti riman­go­no un esem­pio (da rim­pian­ge­re) da un lato del­la indi­pen­den­za dal sot­to­go­ver­no, dal­lo sta­ta­li­smo paras­si­ta­rio, dal­la sot­to­mis­sio­ne pavi­da e fur­be­sca alla clas­se poli­ti­ca (i mali che stan­no ucci­den­do la nostra eco­no­mia e la nostra liber­tà); dall’altro lato di una visio­ne lun­gi­mi­ran­te, non difen­si­va, del ruo­lo dell’industria nel­la socie­tà”.

Stage al Muditec di una studente Luiss

Sono arri­va­ta  al Museo Dina­mi­co del­la Tec­no­lo­gia Adria­no Oli­vet­ti Gesti­to dal CeSAF Mae­stri del lavo­ro d’Italia  in quan­to lau­rean­da per con­clu­de­re il mio per­cor­so di stu­di neces­si­ta­vo di 4 cre­di­ti for­ma­ti­vi, che ave­vo deci­so di  rag­giun­ge­re svol­gen­do un tiro­ci­nio. Sono  Giu­sep­pi­na Zari­gno, ho ven­ti­due anni e sono ori­gi­na­ria di Mar­cia­ni­se, in pro­vin­cia di Caser­ta. Stu­den­tes­sa…