La macchina da scrivere, mitica Remington del nonno

Me ne sono ricor­da­ta all’improvviso: ma la Reming­ton dov’é? Se dico Reming­ton a scuo­la i ragaz­zi pen­sa­no a un tele­fo­ni­no, oppu­re alza­no gli occhi per fru­ga­re nel­la bre­ve memo­ria. Nel­la mia memo­ria la Reming­ton è la pri­ma mac­chi­na che ho impa­ra­to a usa­re in casa, scri­ven­do for­se rac­con­ti d’amore, ma soprat­tut­to tesi­ne e tesi per l’università Appar­tie­ne al mon­do del­le cose di ogni gior­no che ormai non usia­mo più ma che resta­no sem­pre con noi e dal­la cui sto­ria noi venia­mo. Infat­ti quell’oggetto ormai da tut­ti mes­so da par­te (ma Mar­co Pan­nel­la so che la usa anco­ra…) ave­va ser­vi­to fedel­men­te la scrit­tu­ra ben pri­ma del­la rivo­lu­zio­ne del­lo scher­mo.

L’esperienza  olivettiana  e l’industrializzazione casertana degli anni settanta.

  l’esperienza  Oli­vet­tia­na  e l’industrializzazione caser­ta­na degli anni set­tan­ta.   Risa­le al 1955 l’inaugurazione del­lo sta­bi­li­men­to Oli­vet­ti di Poz­zuo­li, un even­to ecce­zio­na­le per l’epoca, infat­ti si inse­ri­va nel­la tri­ste real­tà eco­no­mi­ca e socia­le del secon­do dopo­guer­ra del sud una fab­bri­ca gui­da­ta con siste­mi rivo­lu­zio­na­ri e che era il fio­re all’occhiello del­la nazio­ne per l’affidabilità dei…