Panorama di 60 anni di storia della Olivetti

Cro­no­lo­gia Oli­vet­ti 1908–1977

olivetti1908 — A Ivrea, ad ope­ra di Camil­lo Oli­vet­ti nasce la Socie­tà in acco­man­di­ta sem­pli­ce “Ing. Oli­vet­ti et Com­pa­gnia” con lo sco­po di pro­get­ta­re e pro­dur­re mac­chi­ne per scri­ve­re. Il capi­ta­le ini­zia­le è di 350 mila lire. Nei 500 metri qua­dra­ti dell’officina ini­zia­no a lavo­ra­re 20 ope­rai.

1911 — Dopo qua­si due anni di lavo­ro la pri­ma mac­chi­na per scri­ve­re ita­lia­na, la M1, vie­ne pre­sen­ta­ta all’esposizione uni­ver­sa­le di Tori­no; sul mer­ca­to costa 500 lire.

1912–1914 — Si apro­no le pri­me filia­li in Ita­lia, giun­go­no alcu­ne com­mes­se con­si­sten­ti. Dal­le offi­ci­ne di Ivrea esco­no 23 mac­chi­ne alla set­ti­ma­na.

1919 — Il pri­mo edi­fi­cio dell’officina è amplia­to per ospi­ta­re la pro­du­zio­ne di mac­chi­ne per scri­ve­re, che ripren­de più inten­sa al ter­mi­ne del­la guer­ra.

1920 — Vie­ne pre­sen­ta­to un secon­do model­lo di mac­chi­na per scri­ve­re, la M20, che tro­ve­rà sboc­chi in nuo­vi mer­ca­ti inter­na­zio­na­li, euro­pei e suda­me­ri­ca­ni soprat­tut­to.

1924–1925 — L’ingegner Adria­no Oli­vet­ti, pri­mo­ge­ni­to di Camil­lo, entra in azien­da: la sua pri­ma espe­rien­za è in fab­bri­ca, dove lavo­ra come ope­ra­io. Nel 1925 si reca negli Sta­ti Uni­ti dove rac­co­glie idee ed espe­rien­ze che uti­liz­ze­rà per ammo­der­na­re la tec­no­lo­gia e l’organizzazione del lavo­ro nell’azienda pater­na.

1929–1931 — Nono­stan­te la cri­si eco­no­mi­ca mon­dia­le, l’Olivetti inve­ste per raf­for­za­re la strut­tu­ra com­mer­cia­le in Ita­lia e all’estero. Si costi­tui­sce a Bar­cel­lo­na la pri­ma con­so­cia­ta indu­stria­le, la S.A. Hispa­no Oli­vet­ti. Nel 1930 esce una nuo­va mac­chi­na per scri­ve­re, la M40.

1932 — Esce la pri­ma mac­chi­na per scri­ve­re por­ta­ti­le, la MP1. L’Olivetti assu­me la for­ma giu­ri­di­ca di Socie­tà ano­ni­ma. A fine anno Adria­no Oli­vet­ti è nomi­na­to Diret­to­re Gene­ra­le.

1933 — A 25 anni dal­la fon­da­zio­ne, l’Olivetti ha una pro­du­zio­ne annua di 15 mila mac­chi­ne per uffi­cio e di 9.000 por­ta­ti­li; i dipen­den­ti sono 870. In Ita­lia l’organizzazione com­mer­cia­le è costi­tui­ta da 13 filia­li e 79 con­ces­sio­na­ri; all’estero Oli­vet­ti è pre­sen­te in 22 pae­si.

1934 — Ini­zia­no i pri­mi stu­di per la pro­get­ta­zio­ne di mac­chi­ne addi­zio­na­tri­ci.

1935 — Il desi­gn del­la nuo­va mac­chi­na per scri­ve­re “Stu­dio 42” per la pri­ma vol­ta è frut­to del­la col­la­bo­ra­zio­ne tra tec­ni­ci e archi­tet­ti.

1937 — Ini­zia una nuo­va pro­du­zio­ne, quel­la del­le tele­scri­ven­ti, con il model­lo T1.

1938 — Si avvia a Mas­sa Car­ra­ra la costru­zio­ne di un nuo­vo sta­bi­li­men­to, desti­na­to ad acco­glie­re la pro­du­zio­ne dei mobi­li e sche­da­ri per uffi­cio Syn­the­sis.

1940 — Esce l’addizionatrice MC4S Sum­ma. E’ la pri­ma mac­chi­na da cal­co­lo pro­get­ta­ta e inte­ra­men­te costrui­ta da Oli­vet­ti. Vie­ne orga­niz­za­ta la biblio­te­ca di fab­bri­ca.

1943–1945 — Nel dicem­bre del 1943 muo­re il fon­da­to­re, Camil­lo Oli­vet­ti. Il figlio Adria­no, che nel feb­bra­io 1944 è costret­to a ripa­ra­re in Sviz­ze­ra, alla fine del­la guer­ra ritor­na alla gui­da del­la socie­tà. L’attività pro­dut­ti­va ripren­de rapi­da­men­te; si rior­ga­niz­za la rete com­mer­cia­le.

1948 - La nuo­va mac­chi­na per scri­ve­re Lexi­kon 80 e la cal­co­la­tri­ce Divi­sum­ma 14 segna­no una svol­ta impor­tan­te nel cam­po del­la scrit­tu­ra e del cal­co­lo mec­ca­ni­co; que­sti pro­dot­ti sono accol­ti dal mer­ca­to in manie­ra estre­ma­men­te favo­re­vo­le.

1950 — Vie­ne intro­dot­ta una nuo­va orga­niz­za­zio­ne del lavo­ro per il mon­tag­gio dei pro­dot­ti, secon­do siste­mi in linea con­ti­nua con tra­spor­ta­to­ri. Si com­ple­ta­no ulte­rio­ri amplia­men­ti del­lo sta­bi­li­men­to di Ivrea su pro­get­to degli archi­tet­ti Figi­ni e Pol­li­ni: l’edificio con la fac­cia­ta in vetro per lun­go tem­po costi­tui­rà nel mon­do un esem­pio uni­co di nuo­va archi­tet­tu­ra indu­stria­le. Esce la mac­chi­na per scri­ve­re por­ta­ti­le “Let­te­ra 22”, che gua­da­gne­rà (con altre mac­chi­ne Oli­vet­ti) un posto per­ma­nen­te nel Museo d’Arte Moder­na di New York. Vie­ne pre­sen­ta­ta anche la mac­chi­na per scri­ve­re Lexi­kon Elet­tri­ca: è il pri­mo model­lo elet­tri­co.

1951 — Aper­tu­ra in Argen­ti­na di un nuo­vo sta­bi­li­men­to. L’Olivetti si asso­cia allo stu­dio per un nuo­vo pia­no rego­la­to­re del­la cit­tà di Ivrea.

1952 — A New Canaan, negli Sta­ti Uni­ti, la Oli­vet­ti ini­zia atti­vi­tà di stu­dio e ricer­ca nel cam­po dei cal­co­la­to­ri elet­tro­ni­ci; l’iniziativa è coor­di­na­ta da Dino Oli­vet­ti.

1954 – Apre a New York il nuo­vo nego­zio Oli­vet­ti nel­la Quin­ta Stra­da.

1955 — Nuo­ve sedi e fab­bri­che testi­mo­nia­no lo svi­lup­po del­la socie­tà: si inau­gu­ra­no gli sta­bi­li­men­ti di Agliè, nel Cana­ve­se, e di Poz­zuo­li; a Mila­no apre la nuo­va sede del­la dire­zio­ne com­mer­cia­le; a Ivrea entra in fun­zio­ne il nuo­vo edi­fi­cio del Cen­tro stu­di, men­tre si lavo­ra all’ampliamento degli sta­bi­li­men­ti. Si costi­tui­sce a Pisa un grup­po di ricer­ca, affi­da­to all’ingegner Mario Tchou, per svi­lup­pa­re un cal­co­la­to­re elet­tro­ni­co per appli­ca­zio­ni com­mer­cia­li. Il gran pre­mio nazio­na­le Com­pas­so d’Oro per meri­ti con­se­gui­ti nel cam­po dell’estetica indu­stria­le vie­ne attri­bui­to ad Adria­no Oli­vet­ti. In Ita­lia i dipen­den­ti sono 11.353; in tut­to il mon­do rag­giun­go­no le 16 mila uni­tà.

1956 — Esce la cal­co­la­tri­ce Divi­sum­ma 24, pro­get­ta­ta da Nata­le Capel­la­ro e dise­gna­ta da Mar­cel­lo Niz­zo­li, che avrà uno straor­di­na­rio suc­ces­so in tut­to il mon­do. 1958 — Pro­se­gue il pro­ces­so di rapi­do svi­lup­po sui mer­ca­ti inter­na­zio­na­li: l’esportazione si aggi­ra intor­no al 60% dell’intera pro­du­zio­ne Oli­vet­ti.

1959 — Vie­ne pre­sen­ta­to l’Elea 9003, il pri­mo cal­co­la­to­re elet­tro­ni­co rea­liz­za­to in Ita­lia; per le inno­va­ti­ve solu­zio­ni adot­ta­te è con­si­de­ra­to un pro­dot­to tec­no­lo­gi­ca­men­te di avan­guar­dia. In otto­bre Oli­vet­ti sti­pu­la un accor­do per rile­va­re il 30% del­le azio­ni del­la Under­wood, sto­ri­ca fab­bri­ca ame­ri­ca­na di mac­chi­ne per scri­ve­re, con oltre 10 mila dipen­den­ti.

1960 — Il 27 feb­bra­io improv­vi­sa­men­te muo­re Adria­no Oli­vet­ti. La gui­da del­la socie­tà è affi­da­ta a Giu­sep­pe Pero. Le azio­ni pri­vi­le­gia­te sono quo­ta­te in bor­sa. La par­te­ci­pa­zio­ne azio­na­ria nel­la ame­ri­ca­na Under­wood sale al 70%. Esce una nuo­va mac­chi­na con­ta­bi­le, la fat­tu­ra­tri­ce Mer­ca­tor 5000, frut­to dell’esperienza acqui­si­ta in cam­po mec­ca­ni­co ed elet­tro­ni­co. Pro­du­zio­ne e ven­di­te regi­stra­no aumen­ti supe­rio­ri al 40%. 1961 — In un inci­den­te d’auto muo­re Mario Tchou; l’attività del set­to­re elet­tro­ni­co è affi­da­ta a Rober­to Oli­vet­ti, figlio di Adria­no.

1962 — Vie­ne costi­tui­ta la Divi­sio­ne Elet­tro­ni­ca, che riu­ni­sce le diver­se atti­vi­tà Oli­vet­ti del set­to­re, com­pre­sa la Oli­vet­ti-Bull di cui l’Olivetti acqui­si­sce la mag­gio­ran­za. Rober­to Oli­vet­ti è nomi­na­to Ammi­ni­stra­to­re Dele­ga­to. Vie­ne deli­be­ra­to un aumen­to del capi­ta­le socia­le che sale in que­sto modo da 40 a 60 miliar­di di lire. 1963 — L’offerta Oli­vet­ti si arric­chi­sce di nuo­vi model­li di mac­chi­ne per uffi­cio, tra cui la “Let­te­ra 32”, e di un nuo­vo cal­co­la­to­re elet­tro­ni­co per appli­ca­zio­ni com­mer­cia­li, l’Elea 4001. La par­te­ci­pa­zio­ne di Oli­vet­ti nel­la Under­wood sale dal 70% al 91%. 1964 — Per fron­teg­gia­re la dif­fi­ci­le situa­zio­ne finan­zia­ria, un “Grup­po d’intervento” for­ma­to da Fiat, Pirel­li, Medio­ban­ca, IMI e la Cen­tra­le entra nel capi­ta­le Oli­vet­ti. Bru­no Visen­ti­ni è nomi­na­to Pre­si­den­te; Aure­lio Pec­cei è Ammi­ni­stra­to­re Dele­ga­to. La Divi­sio­ne Elet­tro­ni­ca con­flui­sce in un nuo­vo com­ples­so indu­stria­le, la Oli­vet­ti-Gene­ral Elec­tric, con­trol­la­ta da Gene­ral Elec­tric per il 75%.

1965 — A New York vie­ne pre­sen­ta­to l’Olivetti Pro­gram­ma 101, cal­co­la­to­re pro­gram­ma­bi­le da tavo­lo che anni più tar­di ver­rà rico­no­sciu­to come un anti­ci­pa­to­re del per­so­nal com­pu­ter. La mac­chi­na è sta­ta pro­get­ta­ta da un pic­co­lo grup­po di inge­gne­ri elet­tro­ni­ci rima­sti in Oli­vet­ti anche dopo l’accordo che ha fat­to con­flui­re le atti­vi­tà elet­tro­ni­che in Oli­vet­ti-Gene­ral Elec­tric. 1966 — Le azio­ni ordi­na­rie Oli­vet­ti sono quo­ta­te in bor­sa.

1967 — Bru­no Jarach e Rober­to Oli­vet­ti suben­tra­no ad Aure­lio Pec­cei come Ammi­ni­stra­to­ri dele­ga­ti. Ini­zia la pro­du­zio­ne di ter­mi­na­li e peri­fe­ri­che per i siste­mi di ela­bo­ra­zio­ne dati. 1968 — Oli­vet­ti cede alla Gene­ral Elec­tric la pro­pria quo­ta (25%) in Oli­vet­ti-Gene­ral Elec­tric, uscen­do così dal set­to­re dei medi e gran­di cal­co­la­to­ri. La Socie­tà resta però atti­va con pro­prie risor­se nel­la pro­get­ta­zio­ne e pro­du­zio­ne di ter­mi­na­li e pic­co­li siste­mi.

1970 — Con l’apertura degli impian­ti di Mar­cia­ni­se (Caser­ta) e di Har­ri­sburg (USA) gli sta­bi­li­men­ti indu­stria­li ita­lia­ni sono 11 e quel­li este­ri 10, di cui 7 di pro­du­zio­ne. Il fat­tu­ra­to supe­ra i 465 miliar­di di lire, i dipen­den­ti nel mon­do sono 73.283 (34.687 in Ita­lia). 1971 — Otto­ri­no Bel­tra­mi entra nel Con­si­glio di ammi­ni­stra­zio­ne e vie­ne nomi­na­to Ammi­ni­stra­to­re Dele­ga­to. Bru­no Visen­ti­ni resta Pre­si­den­te.

1973 — Impor­tan­te modi­fi­ca nell’organizzazione del lavo­ro alle cate­ne di mon­tag­gio: ven­go­no crea­te le Uni­tà di Mon­tag­gio Inte­gra­te (UMI), for­ma­te da grup­pi auto­no­mi di lavo­ro, cia­scu­no dei qua­li è pie­na­men­te respon­sa­bi­le di un’intera fase del pro­ces­so pro­dut­ti­vo. Si inau­gu­ra a Hasle­me­re (UK) il cen­tro di for­ma­zio­ne per il mana­ge­ment inter­na­zio­na­le.

1974–1976 — Acce­le­ra la tran­si­zio­ne ver­so i pro­dot­ti a tec­no­lo­gia elet­tro­ni­ca, che gene­ra­no il 50% cir­ca del fat­tu­ra­to. A Pari­gi (1974) sono annun­cia­ti i nuo­vi siste­mi elet­tro­ni­ci Audit 7, Audit 5 e TC 800 (siste­ma ter­mi­na­le pro­gram­ma­bi­le); ad Han­no­ver (1976) esce il “per­so­nal mini­com­pu­ter” P6060: è un ulte­rio­re pas­so ver­so il con­cet­to di per­so­nal com­pu­ter.

1977 — Esco­no nuo­vi model­li di cal­co­la­tri­ci elet­tro­ni­che e il per­so­nal mini­com­pu­ter P6040. Lo sta­bi­li­men­to di Gla­sgow (mac­chi­ne per scri­ve­re) vie­ne cedu­to all’americana Smith Coro­na. I pro­dot­ti per l’informatica distri­bui­ta rap­pre­sen­ta­no ormai il 42,5% del fat­tu­ra­to del­la Socie­tà.