Punti programmatici del “Movimento Comunità”

Il logo caratteristico delle Edizioni di Comunità, un marchio dalla forma ovale, formato da un’elaborata cornice a volute in cui è racchiusa una campana sormontata da un doppio cartiglio recante la scritta “Humana Civilitas”. Lo stesso logo verrà poi utilizzato da Adriano Olivetti come simbolo per il suo partito politico.

Il logo carat­te­ri­sti­co del­le Edi­zio­ni di Comu­ni­tà, un mar­chio dal­la for­ma ova­le, for­ma­to da un’elaborata cor­ni­ce a volu­te in cui è rac­chiu­sa una cam­pa­na sor­mon­ta­ta da un dop­pio car­ti­glio recan­te la scrit­ta “Huma­na Civi­li­tas”. Lo stes­so logo ver­rà poi uti­liz­za­to da Adria­no Oli­vet­ti come sim­bo­lo per il suo par­ti­to poli­ti­co.

I

Il « Movi­men­to Comu­ni­tà» inten­de pro­muo­ve­re un movi­men­to di opi­nio­ne pub­bli­ca e  un’azione poli­ti­ca diret­ta­men­te nel popo­lo e nel seno dei diver­si par­ti­ti per la instau­ra­zio­ne in Ita­lia del­lo Sta­to Fede­ra­le del­le Comu­ni­tà.

II.

DEI PUNTI FONDAMENTALI DEL NUOVO STATO.

I pun­ti fon­da­men­ta­li che costi­tui­sco­no l’indirizzo di azio­ne del «Movi­men­to Comu­ni­tà» nel suo sfor­zo di rea­liz­za­re un nuo­vo ordi­na­men­to del­lo Sta­to sono i seguen­ti:

1) L’indirizzo spi­ri­tua­le del nuo­vo Sta­to è rap­pre­sen­ta­to da quell’insieme di valo­ri spi­ri­tua­li e mora­li che per accet­ta­zio­ne comu­ne si inten­do­no deno­mi­na­re «civil­tà cri­stia­na». Que­sta dichia­ra­zio­ne non impli­ca per nes­su­no una sot­to­mis­sio­ne poli­ti­ca all’autorità reli­gio­sa, ma riaf­fer­ma il rico­no­sci­men­to da par­te dei lai­ci, cre­den­ti e non cre­den­ti, cat­to­li­ci e non cat­to­li­ci, dei valo­ri spi­ri­tua­li con­te­nu­ti nel Van­ge­lo.

2) L’economia nuo­va non deve esse­re più fon­da­ta esclu­si­va­men­te sull’idea del pro­fit­to indi­vi­dua­le, ma sarà coscien­za al lavo­ro, ambi­zio­ne di ser­vi­re la Comu­ni­tà, orgo­glio di una pro­fes­sio­ne; sen­so del dove­re socia­le, gio­ia di crea­re. Sia data digni­tà e con­sa­pe­vo­lez­za di fini al lavo­ro; affin­ché sia posto ter­mi­ne al con­flit­to fra l’uomo e la mac­chi­na, si con­fe­ri­sca alla tec­ni­ca una più alta com­pren­sio­ne dei valo­ri eter­ni del­la cul­tu­ra.

3) L’idea di giu­sti­zia socia­le da attua­re per ope­ra del­lo Sta­to sia sem­pre com­ple­ta­ta dal­lo spi­ri­to indi­vi­dua­le di cari­tà e tol­le­ran­za.

4) La cul­tu­ra, in ter­mi­ni di ricer­ca indi­pen­den­te di veri­tà e bel­lez­za, sia l’elemento carat­te­ri­sti­co del­la nuo­va civil­tà. Sia rico­no­sciu­to che sen­za una tota­le e com­ple­ta ugua­glian­za dei mez­zi di cul­tu­ra, la liber­tà dell’uomo è illu­so­ria.

5) Sco­po del­la vita asso­cia­ta e indi­vi­dua­le è pre­ci­sa­men­te il per­fe­zio­na­men­to spi­ri­tua­le del­la per­so­na­li­tà. poi­chè non si può pre­scin­de­re dal­la mate­ria, sono indi­spen­sa­bi­li mez­zi armo­ni­ci di per­fe­zio­na­men­to fisi­co, onde il nuo­vo Sta­to per­se­gui­rà stre­nua­men­te l’aumento gene­ra­le del livel­lo di vita di tut­ti gli stra­ti socia­li.

6) Il nuo­vo Sta­to rico­no­sce Ie insuf­fi­cien­ze e le debo­lez­ze di una strut­tu­ra del­la socie­tà che non ten­ga con­to con­tem­po­ra­nea­men­te di tut­ti gli ele­men­ti atti a con­fe­rir­le per­fe­zio­ne ed armo­nia. Per­ciò arte, scien­za e tec­ni­ca, con­di­zio­na­ta da una seria espe­rien­za di vita asso­cia­ta, saran­no inse­ri­te come ter­mi­ni indis­so­cia­bi­li nel­la for­ma­zio­ne di una nuo­va clas­se poli­ti­ca.

7) II nuo­vo Sta­to rico­no­sce l’esistenza di un osta-colo di natu­ra socia­le con­ser­va­tri­ce che si oppo­ne all’elevazione mate­ria­le e cul­tu­ra­le del­le clas­si eco­no­mi­ca­men­te infe­rio­ri. Ne trae le con­se­guen­ze sug­ge­ren­do e crean­do nuo­vi dispo­si­ti­vi di natu­ra isti­tu­zio­na­le, atti a garan­ti­re la pos­si­bi­li­tà di una socie­tà più equa di quel­la che risul­te­reb­be dal con­flit­to sino­ra esi­sten­te fra le oppo­ste for­ze.

8) Le liber­tà poli­ti­che fon­da­men­ta­li di paro­la, asso­cia­zio­ne, stam­pa, non pos­so­no esse­re con­di­zio­na­te. Il con­cet­to di demo­cra­zia (inte­gra­to dal rico­no­sci­men­to del­la cul­tu­ra, del­la com­pe­ten­za e dell’esperienza), rima­ne ele­men­to inso­sti­tui­bi­le del­lo svol­gi­men­to dell’intera vita poli­ti­ca.

9) Nè lo Sta­to nè l’individuo pos­so­no da soli rea­liz­za­re il mon­do che nasce. Sia accet­ta­to e spi­ri­tual­men­te inte­so un nuo­vo fon­da­men­to miran­te a ricom­por­re l’unità dell’uomo: una Comú­ni­tà con­cre­ta.

III.

10) I1 nuo­vo Sta­to sarà orga­niz­za­to secon­do leg­gi spi­ri­tua­li. Que­ste leg­gi riflet­to­no tre prin­ci­pi fon­da­men­ta­li del nuo­vo ordi­na­men­to:

  1. a) una Comu­ni­tà con­cre­ta qua­le base dell’ordinamento eco­no­mi­co ammi­ni­stra­ti­vo e poli­ti­co del Pae­se;
  2. b) un nuo­vo equi­li­brio poli­ti­co fon­da­to sull’organizzazione e pari­tà giu­ri­di­ca di tre for­ze: cen­tri comu­ni­ta­rii, lavo­ro, cul­tu­ra;
  3. c) uno Sta­to orga­niz­za­to median­te la col­la­bo­ra­zio­ne di veri e pro­pri ordi­ni poli­ti­ci (ana­lo­ghi agli ordi­ni reli­gio­si e simi­li agli ordi­ni pro­fes­sio­na­li) riflet­ten­ti tut­te e sola­men­te le atti­vi­tà poli­ti­che aven­ti una radi­ce spi­ri­tua­le, giu­sti­zia, lavo­ro, assi­sten­za, cul­tu­ra, urba­ni­sti­ca, eco­no­mia socia­le.

11) Lo Sta­to del­le Comu­ni­tà è con­ce­pi­to come una Fede­ra­zio­ne di Regio­ni auto­no­me. Le Regio­ni alla loro vol­ta saran­no con­ce­pi­te come Fede­ra­zio­ni di Comu­ni­tà. Nel nuo­vo Sta­to, che pren­de­rà il carat­te­re di Sta­to Fede­ra­le media­to, si pre­sen­te­rà:

  1. a) una solu­zio­ne di equi­li­brio tra auto­go­ver­no e decen­tra­men­to ammi­ni­stra­ti­vo;
  2. b) l’eguaglianza del­le costi­tu­zio­ni regio­na­li allo sco­po di assi­cu­ra­re l’unità del­lo Sta­to e la sua diret­ta ori­gi­ne dal­le Comu­ni­tà stes­se;
  3. c) le Comu­ni­tà sono con­si­de­ra­te come orga­ni di auto­go­ver­no e di decen­tra­men­to regio­na­le. Di con­se­guen­za la loro pre­va­le­ste natu­ra sarà quel­la di orga­ni ese­cu­ti­vi del­la Regio­ne e del­lo Sta­to.

IV.

12) Sul pia­no eco­no­mi­co il Movi­men­to si pro­po­ne di instau­ra­re un’economia socia­liz­za­ta non sta­tiz­za­ta. Il model­lo del­la nuo­va impre­sa è rap­pre­sen­ta­to da una azien­da indu­stria­le o agri­co­la auto­no­ma nel­la qua­le si sta­bi­li­sca una com­par­te­ci­pa­zio­ne plu­ra­li­sta e cioè divi­sa nor­mal­men­te tra:

1) _Associazioni coo­pe­ra­ti­ve di lavo­ra­to­ri deno­mi­na­te Comu­ni­tà di fab­bri­ca e Comu­ni­tà del­la Ter­ra.

2) Sezio­ni indu­stria­li del­le Comu­ni­tà o del­le Regio­ni o di entram­be.

3) Fon­da­zio­ni auto­no­me inte­se a difen­de­re i dirit­ti del­la per­so­na.

4) Fon­da­zio­ni auto­no­me inte­se a sti­mo­la­re il pro­gres­so tec­ni­co-scien­ti­fi­co fuo­ri e den­tro le azien­de.

V.

13) Pos­so­no ade­ri­re al «Movi­men­to Comu­ni­tà» tut­te le per­so­ne iscrit­te o non iscrit­te a Par­ti­ti poli­ti­ci, che si impe­gni­no a rispet­ta­re nel­la for­ma o nel­lo spi­ri­to i pun­ti pro­gram­ma­ti­ci di cui ai nume­ri 1 a 12.

I pun­ti pro­gram­ma­ti­ci sono amplia­ti e chia­ri­ti in un memo­ran­dum», estrat­to in gran par­te dall’Ordine Poli­ti­co del­la Comu­ni­tà e costi­tui­to dal­le seguen­ti par­ti:

1) Idea di una Comu­ni­tà con­cre­ta.

2) Di talu­ni prin­ci­pi che reg­go­no l’ordinamento del­le Comu­ni­tà.

3) Per una civil­tà cri­stia­na (fini e fine del­la poli­ti­ca).

4) Tec­ni­ca del­le Rifor­me.