La Radio — Giovanni Geloso un grande che ha fatto grande l’Italia

 

L’Ing. Gio­van­ni Gelo­so nac­que il 10 gen­na­io 1901 in Argen­ti­na, dove i suoi geni­to­ri si era­no tem­po­ra­nea­men­te tra­sfe­ri­ti dal Pie­mon­te.

Nel 1904 la fami­glia fece ritor­no in Patria sta­bi­len­do­si a Savo­na dove Egli com­pi gli stu­di all’Istituto Nau­ti­co.

Con meto­do e costan­za, doti che reste­ran­no Sue basi­la­ri, appli­can­do­si agli stu­di, cer­cò di tra­dur­re in pra­ti­ca quan­to anda­va impa­ran­do. Infat­ti, anco­ra stu­den­te, isti­tuì una scuo­la per aspi­ran­ti mac­chi­ni­sti del­le Fer­ro­vie del­lo Sta­to. Per que­sto cor­so di stu­di pub­bli­cò del­le dispen­se cor­re­da­te da dise­gni mec­ca­ni­ci, e scrit­te con un lin­guag­gio chia­ro, sem­pli­ce, ade­gua­to a per­so­ne spes­so in età matu­ra.

Que­sta fu, in sostan­za, un’altra occa­sio­ne per mani­fe­sta­re una par­ti­co­la­re e pre­co­ce incli­na­zio­ne per le scien­ze mate­ma­ti­che, per il dise­gno tec­ni­co, per la mec­ca­ni­ca e l’elettrotecnica in par­ti­co­la­re.

È ado­le­scen­te e men­tre stu­dia e inse­gna, lavo­ra come ope­ra­to­re cine­ma­to­gra­fi­co nell’Azienda pater­na e si dedi­ca allo stu­dio del­la musi­ca, di cui sarà per tut­ta la vita un appas­sio­na­to cul­to­re ed ese­cu­to­re, asso­cian­do abi­li­tà tec­ni­ca a un’intensa sen­si­bi­li­tà arti­sti­ca.
Nel­la musi­ca tro­ve­rà sem­pre rac­co­gli­men­to e sosta duran­te il lavo­ro di pro­get­ta­zio­ne, una pau­sa nel­le pre­oc­cu­pa­zio­ni quo­ti­dia­ne.
Appe­na ter­mi­na­ti gli stu­di apre una offi­ci­na elet­tro­mec­ca­ni­ca, dive­nu­ta in bre­ve una pic­co­la fab­bri­ca, e pro­du­ce appa­rec­chia­tu­re in base a pro­pri bre­vet­ti. Mal­gra­do i tem­pi estre­ma­men­te dif­fi­ci­li per la cri­si eco­no­mi­ca del dopo­guer­ra e l’inesistenza di indu­strie col­la­te­ra­li, que­sta ini­zia­ti­va, che tro­va for­za nel­la Sua voca­zio­ne, nel lavo­ro e nel­la Sua volon­tà, si affer­ma, rag­giun­gen­do una con­si­de­re­vo­le sta­bi­li­tà eco­no­mi­ca. Lasce­rà poi que­sta azien­da ormai con­so­li­da­ta, per oriz­zon­ti più ampi di lavo­ro e ricer­ca di cui sen­te la neces­si­tà.

E il richia­mo gli vie­ne dal Pae­se allo­ra tec­ni­ca­men­te più pro­gre­di­to e che sem­bra più adat­to a sod­di­sfa­re le Sue aspi­ra- zio­ni: gli Sta­ti Uni­ti.

Lasciò l’Italia nel 1920 por­tan­do con sé come uni­co capi­ta­le il pro­prio inge­gno. Con i soli pro­pri mez­zi, gio­va­nis­si­mo, sco­no­sciu­to, sen­za appog­gio di sor­ta né cono­scen­ze, usan­do l’esperienza già acqui­si­ta, rie­sce in meno di due anni ad inse­rir­si in una atti­vi­tà con­for­me alle pro­prie capa­ci­tà. Entra infat­ti alla Pilot Elec­tric Manu­fac­tu­ring Com­pa­ny di New York il cui pre­si­den­te, Mr. Isi­dor Gold­berg, ne intui­sce le qua­li­tà e lo apprez­za come col­la­bo­ra­to­re genia­le ed infa­ti­ca­bi­le.

Si lau­rea inge­gne­re elet­tro­ni­co alla Coo­per Squa­re Uni­ver­si­ty. E nel 1925, si uni­sce in matri­mo­nio con la Signo­ra Fran­ca che sarà la com­pa­gna di tut­ta la sua vita e ne con­di­vi­de­rà inten­sa­men­te il lavo­ro.

Nel vol­ger di bre­ve tem­po vie­ne nomi­na­to “inge­gne­re capo” del­la Pilot e tut­ti i pro­ble­mi che in quel perio­do sor­go­no per lo svi­lup­po del­la radio­fo­nia, (ad esem­pio: l’alimentazione in cor­ren­te alter­na­ta dei radio­ri­ce­vi­to­ri, il coman­do uni­co degli appa­rec­chi a cam­bia­men­to di fre­quen­za, il per­fe­zio­na­men­to dei mez­zi di ripro­du­zio­ne acu­sti­ca ed altri), pas­sa­no sul Suo tavo­lo di lavo­ro e ven­go­no da lui bril­lan­te­men­te risol­ti.

In que­sto modo, Egli, alla Pilot, può espri­me­re la pro­pria per­so­na­li­tà ed insie­me tra­dur­re in cose con­cre­te la genia­li­tà, pro­get­tan­do e rea­liz­zan­do com­po­nen­ti ed appa­rec­chi che dan­no pre­sti­gio all’Azienda e a Lui per­so­nal­men­te, sia negli Sta­ti Uni­ti come nel resto del mon­do.

A que­sti appa­rec­chi dà, attra­ver­so ogni Suo dise­gno, la pro­pria per­so­na­lis­si­ma impron­ta: l’espressione di uno sti­le che in bre­ve diver­rà noto e fami­lia­re a tut­ti i cul­to­ri del­la radio. Sem­pre negli Sta­ti Uni­ti legò il Suo nome ad un avve­ni­men­to straor­di­na­rio per i tem­pi: nel 1928 rea­liz­za, con appa­rec­chi da lui pro­get­ta­ti e costrui­ti dal­la Pilot, la pri­ma serie di tra­smis­sio­ni spe­ri­men­ta­li tele­vi­si­ve in Ame­ri­ca e nel mon­do.

Infat­ti, men­tre pochi stu­dio­si, ben pochi, ne sfan­no affron­tan­do i pro­ble­mi e si par­la del­la tele­vi­sio­ne come di una remo­ta pos­si­bi­li­tà avve­ni­re, a soli 27 anni l’Ing. Gelo­so ne dimo­stra la pos­si­bi­li­tà e spe­ri­men­tan­do in via pra­ti­ca un siste­ma per rea­liz­zar­la, trac­cia una stra­da.

Si trat­ta di un siste­ma che oggi si defi­ni­reb­be pio­nie­ri­sti­co e che uti­liz­za sia in tra­smis­sio­ne che in rice­zio­ne il disco di Nip­kow a 44 fori e 15 imma­gi­ni al secon­do. Per la con­se­guen­te video-fre­quen­za mol­to bas­sa, la tra­smis­sio­ne può effet­tuar­si sul­le nor­ma­li onde medie.

Le tra­smis­sio­ni avven­go­no fra New Jer­sey e la Phi­lo­so­phy Hall del­la New York Uni­ver­si­ty a New York dove sono pre­sen­ti nume­ro­si scien­zia­ti e tec­ni­ci di chia­ra fama, tra i qua­li Lee De Fore­st, Hugo Gern­sback ed altri per­so­nag­gi oggi famo­si che appar­ten­go­no alla sto­ria del­la radio.

Il risul­ta­to è cla­mo­ro­so, sia per il mon­do tec­ni­co che per il pub­bli­co ed i gior­na­li dan­no ampio rilie­vo all’avvenimento; l’Ing. Gelo­so però non con­si­de­ra sod­di­sfa­cen­te la solu­zio­ne sot­to il pro­fi­lo tec­ni­co. Ritie­ne infat­ti che l’esperimento sia solo un pri­mo pas­so di una lun­ga serie di per­fe­zio­na­men­ti in un cam­po che si era appe­na aper­to e che avreb­be avu­to un gran­de avve­ni­re.

Con­ti­nuò quin­di a dedi­car­si ai pro­ble­mi del­la radio­fo­nia ai qua­li die­de sem­pre solu­zio­ni di estre­ma sem­pli­ci­tà ed ori­gi­na­li­tà: meta que­sta che ha carat­te­riz­za­to tut­ta la Sua vita di lavo­ro.

Nel 1931, nono­stan­te le mol­te bril­lan­ti affer­ma­zio­ni avu­te negli Sta­ti Uni­ti, deci­se di rim­pa­tria­re e di avvia­re una ini­zia­ti­va indu­stria­le pro­pria. In que­sto stes­so anno fon­dò la John Gelo­so S.A. (Socie­tà Ano­ni­ma N.d.R.) in una mode­stis­si­ma sede in Mila­no, Via Sebe­ni­co n. 7, ini­zian­do­vi la costru­zio­ne di mate­ria­le per radio-rice­vi­to­ri e per ampli­fi­ca­to­ri.

L’industria in que­sto cam­po, a quel tem­po nel nostro Pae­se era appe­na nascen­te; la costru­zio­ne di radio­ri­ce­vi­to­ri ed ampli­fi­ca­to­ri era, in effet­ti, affi­da­ta all’entusiasmo di pochi appas­sio­na­ti.

Giovanni Geloso

Gio­van­ni Gelo­so

Per essi Egli creò appo­si­te “sca­to­le di mon­tag­gio”, che rac­co­glie­va­no tut­ti i com­po­nen­ti e le par­ti neces­sa­rie per rea­liz­za­re un com­ple­to appa­rec­chio e che rap­pre­sen­ta­ro­no un pas­so mol­to impor­tan­te per la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le teo­ri­ca e pra­ti­ca di suc­ces­si­ve gene­ra­zio­ni di tec­ni­ci, ed allo­ra era sicu­ra­men­te dal pun­to di vista eco­no­mi­co anche più

Pro­get­tò anche mac­chi­ne avvol­gi­tri­ci per tra­sfor­ma­to­ri e bobi­ne e ne curò la rea­liz­za­zio­ne, crean­do così gli stru­men­ti indi­spen­sa­bi­li per una lavo­ra­zio­ne indu­stria nazio­na­le, anco­ra agli ini­zi, non era in gra­do di for­ni­re.

Pro­prio ad allo­ra risa­le la pri­ma pub­bli­ca­zio­ne del famo­so “Bol­let­ti­no Tec­ni­co Gelo­so” (distri­bui­to gra­tui­ta­men­te in cen­ti­na­ia di miglia­ia di copie a chi ne face­va richie­sta), attra­ver­so il qua­le Egli for­ni­va ai radio­mon­ta­to­ri, ai tec­ni­ci ed ai radioa­ma­to­ri, un vali­do stru­men­to for­ma­ti­vo e di stu­dio e di carat­te­re gene­ra­le, ren­den­do al tem­po stes­so pub­bli­che tut­te le noti­zie, i det­ta­gli tec­ni­ci e cir­cui­ta­li dei pro­dot­ti del­la Sua indu­stria, ed i sug­ge­ri­men­ti per le varie uti­liz­za­zio­ni dei mede­si­mi.

La dote pecu­lia­re dell’Ing. Gelo­so di ren­de­re sem­pli­ci anche le cose più dif­fi­ci­li attra­ver­so il Suo chia­ro ed essen­zia­le modo di inse­gna­re già ampia­men­te pro­va­to, ebbe per que­sta via modo di vol­ger­si a bene­fi­cio di una vasta cate­go­ria di tec­ni­ci od aspi­ran­ti tali, i qua­li si for­ma­ro­no cosi nell’ambito di quel­la che può con­fi­gu­rar­si con una gran­de fami­glia.

Nel 1932 la Sua indu­stria va sem­pre più ingran­den­do­si e tra­sfe­ri­sce la sede in Via­le Bren­ta 18, ove i loca­li ven­go­no via via amplia­ti per fare fron­te alle mag­gio­ri esi­gen­ze di spa­zio del­la pro­du­zio­ne cre­scen­te. Ini­zia nel 1934 la pro­du­zio­ne indu­stria­le dei con­den­sa­to­ri elet­tro­li­ti­ci, che ven­go­no con­ti­nua­men­te per­fe­zio­na­ti allo sco­po di ridur­re gli ingom­bri, ridur­re la cor­ren­te di disper­sio­ne e l’angolo di per­di­ta (a tito­lo di esem­pio, la serie 2900, la cui pro­du­zio­ne ven­ne ini­zia­ta nel 1939, segnò un vero pro­gres­so tec­ni­co nel cam­po del­le capa­ci­tà elet­tro­li­ti­che, e con alcu­ne modi­fi­che ven­ne pro­dot­ta fino alla fine degli anni 50, ini­zio ’60).

Nel 1936 ven­ne impian­ta­to un appo­si­to labo­ra­to­rio per la col­tu­ra dei sali di “Sei­gnet­te” ed un repar­to spe­cia­liz­za­to per la lavo­ra­zio­ne. Que­sto pero por­re per pri­mi sul mer­ca­to ita­lia­no, qua­si con­tem­po­ra­nea­men­te ad altre costrut­tri­ci in altre par­ti del mon­do, micro­fo­ni e pick-up pie­zoe­let­tri­ci che si dif­fu­se­ro, incon­tran­do otti­ma acco­glien­za da tec­ni­ci ed ama­to­ri

Sem­pre nel 1936, l’Ing. Gelo­so intro­dus­se per pri­mo nel­la tec­ni­ca costrut­ti­va radio­fo­ni­ca i Grup­pi ad Alta Fre­quen­za pre­ta­ra­ti, che uni­ta­men­te ai tra­sfor­ma­to­ri di media fre­quen­za ed al con­den­sa­to­re varia­bi­le, costi­tui­sco­no la par­te più deli­ca­ta di un radio­ri­ce­vi­to­re.

Nel 1939 la Sede Cen­tra­le del­la Gelo­so si tra­sfe­ri­sce nel gran­de sta­bi­li­men­to di Via­le Bren­ta 29 (sede cen­tra­le sino alla chiu­su­ra del­la dit­ta), su di un’area di oltre 17.000 mq.

Scop­pia la guer­ra, e la Mari­na Mili­ta­re Ita­lia­na tro­va nell’Ing. Gelo­so il tec­ni­co che risol­ve sem­pre in modo nuo­vo e genia­le i nume­ro­si ed essen­zia­li pro­ble­mi rela­ti­vi alle tele­co­mu­ni­ca­zio­ni, ai siste­mi di loca­liz­za­zio­ne elet­troa­cu­sti­ca del navi­glio di immer­sio­ne ed in super­fi­cie, alle comu­ni­ca­zio­ni a viva voce tra coman­do e repar­ti ope­ra­ti­vi su som­mer­gi­bi­li e navi, non­ché altre appli­ca­zio­ni tec­ni­che.

Man­ca­no le mate­rie pri­me, per esem­pio il rame, ed allo­ra Egli si dedi­ca col­la­te­ral­men­te allo sfrut­ta­men­to di una minie­ra nei pres­si di Levan­te, traen­do­ne il metal­lo per la pro­du­zio­ne dei fili rive­sti­ti e di quel­li smal­ta­ti, che pro­du­ce in un appo­si­to impian­to di tra­fi­le­ria e smal­ta­tu­ra dota­to di mac­chi­ne auto­ma­ti­che a ciclo con­ti­nuo da Lui pro­get­ta­te e rea­liz­za­te, le qua­li rap­pre­sen­ta­no in que­sto cam­po un anti­ci­po sui tem­pi.

Alla fine del­la guer­ra la Gelo­so si ingran­di­sce anco­ra, indi­riz­zan­do la sua pro­du­zio­ne esclu­si­va­men­te a fini di pace: con­ti­nua la ormai tra­di­zio­na­le pro­du­zio­ne di com­po­nen­ti e sca­to­le di mon­tag­gio, ma pre­sen­ta anche appa­rec­chi fini­ti.

Sor­go­no gli Sta­bi­li­men­ti di Lodi, Napo­li, Saler­no e Roma, cia­scu­no con un pro­prio set­to­re di pro­du­zio­ne spe­cia­liz­za­ta.

Nel frat­tem­po l’Ing. Gelo­so vie­ne desi­gna­to qua­le esper­to del nostro Pae­se nel­la Com­mis­sio­ne Tec­ni­ca del­la Nato, dove per lun­ghi anni pre­sta disin­te­res­sa­ta, effi­cien­te e com­pe­ten­te atti­vi­tà, facen­do vale­re idee e con­si­gli che incon­tra­no l’apprezzamento di tut­ti ed in par­ti­co­la­re dei tec­ni­ci ame­ri­ca­ni, pur essen­do la tec­ni­ca sta­tu­ni­ten­se di gran lun­ga più avan­za­ta di quel­la euro­pea.

Nel set­tem­bre del 1949 ini­zia­no le pri­me tra­smis­sio­ni tele­vi­si­ve spe­ri­men­ta­li e la Gelo­so è all’avanguardia, pre­sen­tan­do un pro­to­ti­po (GTV 1001) che, suc­ces­si­va­men­te per­fe­zio­na­to, le con­sen­te nel 1952 (data di ini­zio del rego­la­re ser­vi­zio com­mer­cia­le tele­vi­si­vo) di esse­re tra i pri­mi costrut­to­ri sul mer­ca­to.

Costrui­sce tut­ta la serie dei com­po­nen­ti (gio­ghi di defles­sio­ne, tra­sfor­ma­to­ri di riga, bobi­ne, ecc.) che ven­go­no adot­ta­ti da buo­na par­te del­le indu­strie nazio­na­li e con una impo­sta­zio­ne ori­gi­na­le, un’altra vol­ta desti­na­ta a pre­pa­ra­re i tec­ni­ci “del doma­ni”.

Basa la costru­zio­ne dei suoi tele­vi­so­ri su tela­iet­ti pre-mon­ta­ti e pre-tara­ti per le varie sezio­ni (media fre­quen­za, suo­no, sin­cro­ni­smo, ecc.). I rice­vi­to­ri tele­vi­si­vi Gelo­so ven­go­no accol­ti con il miglior favo­re dal pub­bli­co, il qua­le si sen­te com­pre­so e cura­to, anche per quan­to riguar­da il lato este­ti­co che, pur seguen­do la natu­ra­le evo­lu­zio­ne dei tem­pi, sia per que­sti appa­rec­chi come per tut­ti gli altri pro­dot­ti, con­ser­va un giu­sto equi­li­brio fra il tra­di­zio­na­le ed il moder­no.

Par­ti­co­la­re atten­zio­ne l’Ing. Gelo­so ha rivol­to da sem­pre, per­so­nal­men­te, alla ampli­fi­ca­zio­ne e dif­fu­sio­ne del suo­no, costan­te­men­te ponen­do a dispo­si­zio­ne dei con­su­ma­to­ri appa­rec­chia­tu­re di alta qua­li­tà a bas­so prez­zo: ampli­fi­ca­to­ri, alto­par­lan­ti, trom­be espo­nen­zia­li, micro­fo­ni, ecc…

E’ Suo il meri­to del­la dif­fu­sio­ne popo­la­re nel nostro Pae­se del regi­stra­to­re magne­ti­co. Dap­pri­ma a filo (mod. G 239, G 240, G 241 e G 242) e poi a nastro, ver­rà ven­du­to, sin dai pri­mi tem­pi, a prez­zi acces­si­bi­li a qual­sia­si com­pra­to­re, attuan­do così una vol­ta di più il Suo prin­ci­pio -essen­zial­men­te mora­le- di offri­re pro­dot­ti di alta qua­li­tà a prez­zi i più bas­si pos­si­bi­le onde non pre­clu­de­re l’acquisto anche ai meno abbien­ti.

L’attività di radioa­ma­to­re dell’Ing. Gelo­so ebbe come con­se­guen­za, sul pia­no indu­stria­le e rea­liz­za­ti­vo, lo stu­dio e la costru­zio­ne di rice­vi­to­ri e tra­smet­ti­to­ri per le gam­me radian­ti­sti­che, oltre a grup­pi pilo­ta (VFO) ed altre par­ti stac­ca­te con le qua­li nume­ro­sis­si­mi radioa­ma­to­ri in tut­to il mon­do han­no rea­liz­za­to la pro­pria sta­zio­ne rice­ven­te-tra­smit­ten­te: la Gelo­so è, sta­ta nel ger­go dei radioa­ma­to­ri iden­ti­fi­ca­ta nel­le con­ver­sa­zio­ni in Onde Cor­te, «la nota Casa» per anto­no­ma­sia!

Nell’aprile e nel set­tem­bre 1968 ha la sod­di­sfa­zio­ne di vede­re apprez­za­ti ed ammi­ra­ti dal pub­bli­co e dai tec­ni­ci, in occa­sio­ne del­la Fie­ra Cam­pio­na­ria e del­la Mostra del­la Radio e Tele­vi­sio­ne di Mila­no, i rice­vi­to­ri per tele­vi­sio­ne a colo­ri il cui stu­dio era sta­to ini­zia­to da vari anni ed ave­va avu­to come risul­ta­to l’elaborazione di cir­cui­ti pre­sen­tan­ti alcu­ne solu­zio­ni del tut­to ori­gi­na­li.

Que­sto nuo­vo set­to­re di atti­vi­tà ave­va richie­sti inve­sti­men­ti ed impe­gno note­vo­li ed era da Lui costan­te­men­te segui­to con pas­sio­ne ed inte­res­se. Ven­go­no costi­tui­te nel­le prin­ci­pa­li cit­tà d’Italia, per la distri­bu­zio­ne dei Suoi pro­dot­ti, Filia­li ed Agen­zie in bel­le ed ampie sedi, dota­te cia­scu­na di tut­to quan­to occor­re per atten­de­re ade­gua­ta­men­te alla clien­te­la: viag­gia­to­ri, uffi­ci, depo­si­ti ed un ser­vi­zio di assi­sten­za tec­ni­ca fis­so e viag­gian­te attrez­za­to con tut­te le appa­rec­chia­tu­re uti­li allo sco­po.

Le Filia­li nel 1970 era­no le seguen­ti: Tori­no, Geno­va, Pado­va, Bolo­gna, Firen­ze, Anco­na, Pesca­ra, Napo­li, Bari, Cosen­za e Caglia­ri.

Le Agen­zie: Bre­scia, Man­to­va, Bol­za­no, Udi­ne, Tren­to, Trie­ste, Roma, Poten­za, Cata­nia, Paler­mo.

All’estero sor­ge una fit­ta rete di distri­bu­to­ri esclu­si­vi che copre ben 60 Nazio­ni in: Euro­pa, Afri­ca, Asia, Ocea­nia e nel­le Ame­ri­che. In que­ste ulti­me ai fini di una mag­gio­re pene­tra­zio­ne com­mer­cia­le sono sta­te costi­tui­te, in Ame­ri­ca del Nord, la “Ame­ri­can Gelo­so Elec­tro­nics” e la ” Cana­dian Gelo­so Elec­tro­nics “; in Ame­ri­ca del Sud, impre­se loca­li che por­ta­no il nome Gelo­so in: Argen­ti­na, Uru­guay, Perù. Così i pro­dot­ti Gelo­so si dif­fon­do­no nel mon­do facen­do cono­sce­re il nostro Pae­se come nazio­ne indu­stria­le nei luo­ghi più remo­ti.

La Gelo­so è pre­sen­te anche alle mag­gio­ri ras­se­gne indu­stria­li ed elet­tro­ni­che. In Ita­lia: la Fie­ra Cam­pio­na­ria e la Mostra nazio­na­le del­la Radio di Mila­no, il Salo­ne del­la Tec­ni­ca di Tori­no, la Fie­ra di Pado­va, ecc.

All’estero: il Salo­ne dei Com­po­nen­ti e dell’Elettroacustica di Pari­gi, la Fie­ra Inter­na­zio­na­le di Mar­si­glia, l’Esposizione Radio-TV Elet­tro­ni­ca di Hel­sin­ki, la Mostra Inter­na­zio­na­le di Han­no­ver, le Mostre spe­cia­liz­za­te di Bru­xel­les e dell’Aia, le Espo­si­zio­ni Elet­tro­ni­che di Vien­na, New York, Bue­nos Aires, Syd­ney ed altre.

Sor­go­no attor­no alla Gelo­so anche del­le pic­co­le e medie indu­strie che viva e pro­spe­ra­no pro­du­cen­do esclu­si­va­men­te per il suo fab­bi­so­gno. L’Ing. Gelo­so, come sem­pre, è col­la­bo­ra­to­re tra i suoi col­la­bo­ra­to­ri, ed il lao­ro costi­tui­sce la natu­ra­le ed ordi­na­ta espli­ca­zio­ne di sé stes­so. Per il lavo­ro le ore del gior­no non sono mai suf­fi­cien­ti, anche per­ché lavo­ra­re rap­pre­sen­ta per un con­ti­nuo inte­res­sa­men­to ver­so l’evoluzione del mon­do tec­ni­co ed una con­ti­nua ricer­ca a Lui spon­ta­nea e neces­sa­ria.

Curar­si di ogni pro­ble­ma tec­ni­co, orga­niz­za­ti­vo, finan­zia­rio e com­mer­cia­le è dun­que una mani­fe­sta­zio­ne del­la Sua natu­ra, del Suo modo d’essere, ed il risol­ver­lo con equi­li­brio, intui­to ed avve­du­tez­za è la logi­ca con­se­guen­za di una con­si­de­ra­zio­ne rifles­si­va e com­ples­sa.

Simi­le è il Suo atteg­gia­men­to pure di fron­te ad ogni e qual­sia­si argo­men­to scien­ti­fi­co ed uma­no. Sino a not­te alta, come Sua abi­tu­di­ne sin dagli anni gio­va­ni­li, nel Suo stu­dio, pro­get­ta, cal­co­la e dise­gna i nuo­vi pro­dot­ti sot­to il pro­fi­lo tec­ni­co ed este­ti­co, deter­mi­nan­do la distri­bu­zio­ne del lavo­ro ai Suoi col­la­bo­ra­to­ri, da svi­lup­par­si ai fini di ali­men­ta­re il futu­ro lavo­ro dell’industria.

Tro­va tut­ta­via il tem­po per col­ti­va­re quel­le atti­vi­tà uma­ni­sti­che cui il Suo genio lo ren­de straor­di­na­ria­men­te aper­to: la musi­ca, le let­te­re, le arti, lo stu­dio sto­ri­co. Tut­te le scien­ze gli sono con­ge­nia­li ed ogni mani­fe­sta­zio­ne di vita lo attrae e gli ispi­ra un lato pra­ti­co da attua­re, da tra­sfor­ma­re in una enti­tà uti­le a tut­ti, ma mai, anche in que­sto, vie­ne meno una sot­ti­le vena di vera poe­sia.

Egli nutre così la pro­pria per­so­na­li­tà, peral­tro così schi­va di ogni mani­fe­sta­zio­ne este­rio­re ed impre­gna­ta del­la natu­ra­le mode­stia e sem­pli­ci­tà, quel­la pro­pria degli uomi­ni mag­gior­men­te dota­ti sul pia­no intel­let­tua­le e mora­le.

Sono anche que­ste qua­li­tà che lo por­ta­no a com­pren­de­re e a tene­re in gran­de con­si­de­ra­zio­ne tut­ti i dipen­den­ti, cui cer­ca di riser­va­re un trat­ta­men­to sem­pre miglio­re; ciò non per con­si­de­ra­zio­ni uti­li­ta­ri­sti­che, ma piut­to­sto per coe­ren­za, per pra­ti­ca di vita.

Giun­ge così l’estate del 1968 ed il male che si mani­fe­sta improv­vi­so lo mina nel fisi­co, Egli, pur con­sa­pe­vo­le, con supre­ma for­za d’animo e con sem­pre ugua­le aper­tu­ra alla vita, agi­sce come se nul­la doves­se acca­de­re e con­ti­nua l’abituale vita di lavo­ro.

Sem­bra qua­si il momen­to di vol­ger­si indie­tro e fare un bilan­cio di quan­to fu rea­liz­za­to: innu­me­re­vo­li cose, tut­te frut­to di serie­tà pro­fes­sio­na­le e genia­li­tà tec­ni­ca e scien­ti­fi­ca. E vien fat­to di pen­sa­re ai pochi ope­rai dei pri­mi tem­pi per con­fron­tar­ne il nume­ro alle miglia­ia che ora diret­ta­men­te o indi­ret­ta­me­ne vivo­no del­la Impre­sa, ai pic­co­li loca­li di via Sebe­ni­co per raf­fron­tar­li agli sta­bi­li­men­ti attua­li ed al com­ples­so del­le indu­strie satel­li­ti, ai pri­mi pochi ma vali­di arti­co­li per scor­re­re in una pano­ra­mi­ca idea­le le miglia­ia che sono pas­sa­ti nel tem­po attra­ver­so le pagi­ne dei suoi cata­lo­ghi e fer­mar­si, qua­si con com­mo­zio­ne, agli ulti­mi pro­dot­ti rea­liz­za­ti pro­prio duran­te la sua ulti­ma sof­fe­ren­za fisi­ca e mora­le, sof­fe­ren­za che sop­por­ta­va nel­la con­sa­pe­vo­lez­za di adem­pie­re a quel­lo che ha sem­pre con­si­de­ra­to un suo dove­re ed ha costi­tui­to il suo cre­do mora­le: assi­cu­ra­re il futu­ro a quan­ti lavo­ra­ro­no con Lui.

Giun­ge il tri­ste gior­no in cui deve impe­gna­re tut­to il corag­gio per affron­ta­re con uma­na com­mo­zio­ne l’ultimo pas­so del­la Sua vita e per com­pier­lo con spe­ran­za cri­stia­na.

Quan­ti lo han­no cono­sciu­to ricor­de­ran­no sem­pre la chia­rez­za del­le sue idee, il Suo rispet­to per il lavo­ro e per ogni mani­fe­sta­zio­ne uma­na, per la liber­tà degli indi­vi­dui, l’interesse per il pro­gres­so ed una spi­ri­tua­li­tà che infon­de­va fidu­cia in chi gli sta­va vici­no.

Ognu­no ricor­de­rà la Sua vita vis­su­ta in pie­na mode­stia, die­tro la qua­le Egli cela­va una Per­so­na­li­tà così com­ples­sa e com­ple­ta. Per­so­na­li­tà ric­ca di comu­ni­ca­ti­va, per­mea­ta di pro­fon­da uma­ni­tà e carat­te­riz­za­ta da una viva e squi­si­ta sen­si­bi­li­tà d’animo e di un calo­re inte­rio­re, che non sem­pre riu­sci­va a dis­si­mu­la­re, men­tre per la Sua con­na­tu­ra­le riser­va­tez­za, gli affet­ti più inti­mi, qua­le il Suo pro­fon­do attac­ca­men­to alla fami­glia, rima­ne­va­no cela­ti.

Ricor­dia­mo con inti­ma com­mo­zio­ne che -dopo tan­ti e diver­si rico­no­sci­men­ti uffi­cia­li che cer­cò sem­pre di evi­ta­re- sul limi­ta­re del­la Sua vita ter­re­na accet­tò con gio­ia l’attribuzione del­la “Fron­da d’Oro”.

Dal­la ter­ra di Ligu­ria alla qua­le era rima­sto sem­pre pro­fon­da­men­te lega­to, gli veni­va attri­bui­to con que­sta moti­va­zio­ne: “Pio­nie­re del­le radio­co­mu­ni­caz­lo­ni, ardi­to ini­zia­to­re in Ita­lia di una Scuo­la tec­no­lo­gi­ca di par­ti­co­la­ris­si­mo valo­re e di ecce­zio­na­le effi­ca­cia, che ha con­tri­bui­to a dare respi­ro euro­peo e mon­dia­le alla indu­stria da Lui crea­ta, ma soprat­tut­to, a for­gia­re una coscien­za tec­ni­ca in cam­pi socia­li ete­ro­ge­nei, tra chi, nel pas­sa­re di due gene­ra­zio­ni, si è sen­ti­to attrat­to dal mira­co­lo del­la radio .….”

Egli, lascian­do in tut­ti un gran­de rim­pian­to, con pas­so discre­to è usci­to dal­la nostra vita, così come con pas­so discre­to vi ave­va cam­mi­na­to, pur facen­do gran­di cose.

Rima­ne tra noi attra­ver­so l’Impresa che por­ta il Suo nome, crea­zio­ne -pri­ma che mate­ria­le- poe­ti­ca di una men­te fat­ti­va ad ogni rea­liz­za­zio­ne e di una fan­ta­sia crea­ti­va. Rima­ne e vive nel miste­ro dell’Infinito, cui tan­te vol­te Egli rivol­ge­va il pen­sie­ro in intel­li­gen­za e poe­sia, ed anche nel cuo­re di colo­ro ai qua­li que­sto ricor­do è desti­na­to.

Dopo la mor­te dell’ Ing. Gelo­so i suoi sta­bi­li­men­ti pro­se­gui­ran­no la loro atti­vi­tà sino al 1972.

Il mar­chio Gelo­so ver­rà poi acqui­sta­to nel 1973 da un’altra indu­stria, la “PASO”, e per alcu­ni anni com­pa­ri­rà su una gam­ma limi­ta­ta di appa­rec­chia­tu­re pro­dot­te in Ita­lia, in gene­re ampli­fi­ca­to­ri, trom­be sono­re ed alto­par­lan­ti, poi subi­rà una rior­ga­niz­za­zio­ne, attual­men­te, nell’anno 2010, sta inse­ren­do sul mer­ca­to nuo­vi ampli­fi­ca­to­ri mar­chia­ti GELOSO. Paso è anche la tito­la­re di pro­prie­tà intel­let­tua­le, mar­chi e bre­vet­ti del­la Gelo­so.