Ricordo di Adriano Olivetti a 55 anni dalla scomparsa

Geno Pam­pa­lo­ni, con l’avvento di De Bene­det­ti nel­la Oli­vet­ti, in un arti­co­lo appar­so su Il Gior­na­le del 31 mag­gio 1978 dal tito­lo “La saga degli Oli­vet­ti” scri­ve­va: “è il fal­li­men­to di un ten­ta­ti­vo orgo­glio­so di por­si come model­lo alter­na­ti­vo nel mon­do indu­stria­le (il model­lo di una socie­tà fon­da­ta non sol­tan­to sull’etica del pro­fit­to), gli Oli­vet­ti riman­go­no un esem­pio (da rim­pian­ge­re) da un lato del­la indi­pen­den­za dal sot­to­go­ver­no, dal­lo sta­ta­li­smo paras­si­ta­rio, dal­la sot­to­mis­sio­ne pavi­da e fur­be­sca alla clas­se poli­ti­ca (i mali che stan­no ucci­den­do la nostra eco­no­mia e la nostra liber­tà); dall’altro lato di una visio­ne lun­gi­mi­ran­te, non difen­si­va, del ruo­lo dell’industria nel­la socie­tà”.

La Radio — Giovanni Geloso un grande che ha fatto grande l’Italia

  L’Ing. Gio­van­ni Gelo­so nac­que il 10 gen­na­io 1901 in Argen­ti­na, dove i suoi geni­to­ri si era­no tem­po­ra­nea­men­te tra­sfe­ri­ti dal Pie­mon­te. Nel 1904 la fami­glia fece ritor­no in Patria sta­bi­len­do­si a Savo­na dove Egli com­pi gli stu­di all’Istituto Nau­ti­co. Con meto­do e costan­za, doti che reste­ran­no Sue basi­la­ri, appli­can­do­si agli stu­di, cer­cò di tra­dur­re in…