Se il Web diventa il “Magistero Nobile”: oltre lo scrolling, il ponte tra generazioni
Sono criticità reali, sia chiaro. Ma limitare l’analisi alla patologia significa avere uno sguardo parziale, a tratti paternalistico. Significa condannare l’anziano al ruolo di vittima delle regole di un soggetto fragile da proteggere dagli schermi. Ma una prospettiva molto più ampia a che la saggistica attuale ignora: quella di potenzilre la mente senile come risorsa attiva della rete e la nascita di un “magistero nobile” capace di gettare un ponte tra le generazioni.



















