Augusta
Macchina portatile italiana
Anno di produzione: 1934
Produttore: SOCIETA’ INDUSTRIALE MECCANICA (S.I.M.) di Mondovì (Cuneo).
Macchina per scrivere portatile con 44 tasti disposti su quattro file.
A partire dal 1934–35 sotto la produzione S.I.M. iniziò la vendita delle portatili con marchi diversi quali: ARDITA, ASTORIA,AUGUSTA,BALILLA, EUROPA,GUIDONIA, IMPERIA, HISPANO AUGUSTA, LITTORIA, MAS, NOVA LEVI,SABAUDIA.
ADLER
Anno di produzione: 1898
Nazione provenienza: Germania
Inventore: W. P. Kidder
Produttore: Adlerwerke vorm. Heinr. Kleyer AG
La società Adler (che in tedesco significa “aquila”) ha avuto inizio nel 1896, quando Heinrich Kleyer GmbH, Francoforte, ha iniziato la produzione della macchina su licenza dell’inventore Wellington Parker Kidder.La fabbrica produceva già biciclette e nei primi anni di produzione aveva il nome di Empire ma presto cambiò il nome in Adler Il primo modello fu la n.7 Molti diversi modelli di macchina con il loro particolare movimento di leve a spinta, sia standard portatili,a tre banche e quattro banche sono state costruite più di molti anni di produzione anche con nomi diversi .Questa macchina venne prodotta in base ai brevetti di Kidder acquistati nel 1896 e alle esperienze acquisite in America con la Empire. La Adler non fu mai uguale alla Empire canadese in quanto quest’ultima in America non venne mai considerata una macchina di prima categoria e la sua diffusione fu del tutto ininfluente. Le officine Adler costruirono una macchina di migliore qualità e ciò li spinse, a partire dal 1901, a non usare più il nome originale di Empire. Della Empire furono costruite 3000 pezzi. Il Mod. 7 della Adler in commercio dal 1899 senza che abbia mai subito delle significative modifiche. Gà dall’inizio veniva considerata macchina perfetta e di lunga durata; fu soprattutto la prima macchina per scrivere tedesca, di una qualche importanza, che venne venduta in tutta Europa. Già fabbriche inglesi e americane avevano tentato a più riprese di introdurre in Europa le loro macchine a scrittura visibile però tutte avevano dei particolari difetti che ne impedirono la diffusione. I martelletti di questa macchina a barre spingenti si muovono sul pannello d’acciaio temprato e finiscono, guidati su tutti i lati, su una guida di posizionamento così che il carattere viene a trovarsi sempre alla stessa altezza. Anche se si premono più tasti contemporaneamente non ci sarà mai lo spostamento di una singola lettera più in alto o più in basso: anche dopo anni di uso prolungato la linearità della scrittura e il posizionamento perfetto della lettera costituiscono uno dei vantaggi della Adler. Nel 1899 la macchina aveva 27 tasti, sucessivamente si pasò ai 30 tasti e di consenguenza un doppio
trasportatore come nella Empire. Il rullo può essere sostituito e la macchina è dotata di un appoggio particolare per la carta che tiene il foglio verticale davanti a chi scrive. La leva situata sul lato destro della struttura sostituisce il tasto di ritorno: questa, in poche parole, la descrizione del Mod. 7 che si può adattare, a grandi linee, anche ai modelli speciali descritti di seguito.
La Adler n.8 (1903) è dotato di due gruppi di scrittura e pertanto è possibile impiegare un doppio numero di caratteri (180). Questo modello risulta particolarmente idoneo per coloro che scrivevano, con la stessa macchina, in tedesco e russo o altra lingua dell’Europa orientale e necessitavano pertanto di caratteri cirillici. La macchina poteva venir fornita con due diversi tipi di scrittura: corsivo e stampatello. Cambiando i gruppi di scrittura si devono estrarre in un’unica volta i 30 martelletti con i loro 90 caratteri e sostituiti in blocco con un altro gruppo di scrittura. Nelle macchine con blocco di scrittura intercambiabile per lingue straniere i tasti vengono forniti di una doppia scritta, tedesco e russo, ad esempio, oppure vengono allegate delle capsule, con i segni della lingua desiderata, da infilare sulle teste dei tasti. I Mod. 7 e 8 costruiti dal 1930 in poi potevano anche essere del tipo silenzioso, se richiesto dal cliente. La differenza tra il modello silenzioso e quello normale è data da un serie di accorgimenti particolari, tra cui, un rullo di particolare composizione che raggiunge tale scopo.
La Adler n.11 (1909) consente anche l’uso di due tipi di scrittura e pertanto può scrivere 180 caratteri. Su ogni martelletto di questo modello si trovano 6 segni grafici che dipendono da un doppio trasportatore. Il passaggio da una scrittura o lingua all’altra avviene immediatamente mediante una levetta che inalza o abbassa il carrello. Questo modello risulta particolarmente adatto per le aziende che avevano bisogno di passare frequentemente da una lingua all’altra al contrario del Mod. 8 che richiede una perdita superiore di tempo nella sostituzione del gruppo di scrittura.
La Adler in alluminio (1909), che grazie al peso ridotto, 6 libbre meno del modello normale, risultava particolarmente adatta per viaggi e campi militari.
La Adler n. 15 (1911) a 46 tasti su 4 file.
La Adler n . 16 (1911) aveva un dispositivo semplice di trasporto e un gruppo di scrittura intercambiabile destinato agli stessi usi del Mod. 8 pur differenziandosi per tasti.
La Adler n . 17 (1911) simile al Mod. 11 però con 4 file di tasti.
La Adler n. 19 (1912) è un modello speciale adatto per formule matematiche e fisico-chimiche.
La Adler n . 25 (1925) sostituisce il Mod. 15 ed ha una regolatore per il il rullo, e un dispositivo per il nastro bicolore, cerniera di comando della ruota. A destra è situato il dispositivo dell’interlinea, a sinistra lo sbloccacarrello mentre il marginatore davanti al rullo. A partire del 1930, come a suo tempo per i Mod. 7 e 8, poteva essere anche del tipo a bassissimo rumore.
Per i ciechi i modelli regolari venivano forniti di dispositivi speciali che ne semplificavano ulteriormente la già ottima maneggevolezza. Per ottenere lo spazio fra le parole senza l’uso dello spaziatore i Mod. 7, 8 e 16 possono essere dotati di un dispositivo per spaziatura. Per evidenziare singole lettere o numeri con una scritta in colore diverso anche nei modelli con doppio dispositivo di trasporto previsto un dispositivo che permette di fissare al carrello un nastro di misura limitata in colore diverso. Ogni modello Adler,ad eccezione dei Mod.11 e 17 poteva essere fornito con incolonnatore o tabulare decimale ad 8 tasti. Il Mod. 7 può essere dotato di carrello di larghezza pari a 30, 35, 40, 45, 50,55 e 60 cm.
La Adler portatile (1913) è il Mod. 7 rimpicciolito ed è stata la prima macchina per scrivere con barre di spinta. Si possono avere due diverse interlinee; i marginatori si trovano davanti al rullo. Il carrello può essere tolto senza usare viti: è sufficiente sfilare il cinghiolo di trazione, spostare verso sinistra il marginatore di sinistra finchè la sua estremità libera è contrapposta alla barra dentata, fissare il trasportatore in posizione maiuscola e si spinge il carrello a destra fuori dalla sua guida. La macchina pesa soltanto kg 5 e il suo ingombro e di cm 13 x 27 x 31.
CORONA
Anno di produzione: 1912
Nazione provenienza: U.S.A.
Inventore: Otto Petermann
Produttore: Corona Typewriter Co Inc
La Corona n. 3 Standard è il modello successivo alle Standard Folding. E ‘stata una delle macchine di maggior successo nella storia di macchina per scrivere, con più di 600.000 unità costruite e vendute fino alla seconda guerra mondiale. Il pieghevole Corona 3 (il numero del modello segue i modelli pieghevoli standard 1 e 2) è originariamente apparso come una macchina con il perno del cuscinetto sulle leve portacaratteri e con i tasti shift solo sulla sinistra. Il disegno principale però, con il carrello in avanti pieghevole che rende possibile l’adattamento nella propria valigetta è rimasto lo stesso nel corso dei decenni. Rimasta invariata anche il modo in cui il numero di serie di ciascuna macchina è stata malamente impresso nel lato inferiore del carrello, anche se è stato anche ordinatamente stampato sulla parte interna del pannello posteriore.
Nel 1926 la fabbrica Corona viene inglobata con la LC Smith Typewriter Company per formare la società Smith-Corona.
La società Corona ha prodotto un certo numero di accessori speciali per la macchina, come la porta etichetta e un treppiede speciale che permetteva la macchina di essere usata letteralmente sul campo. Il treppiede ha avuto anche una sezione pieghevole sul lato per la copia o le note. Questo treppiedi è molto raro e il valore supera quello delle macchine attuali di molte volte.
Continental Typewriter
Anno di produzione: 1904
Nazione provenienza: Germania
Inventore: Julius Mohns
Produttore: Wanderer-Werke vorm. Winklhofer & Jaenicke
Il modello Continental standard entrò in produzione nel 1904 e fu la prima macchina europea realmente in grado di competere con le macchine da scrivere americane, che dominavano il mercato europeo in quel momento.
L’azienda è stata fondata nel 1885 da Johan Winklhofer (1859–1949) e Richard Jaenicke. Inizialmente nasce come azienda per la produzione di biciclette. Nel 1890 la società inizia a produrre strumenti di ingegneria. Nel 1904 progetta una vettura a due posti , ma la produzione inizia solo nel 1912. .Nel 1904 salta abilmente sul carro della crescente popolarità di macchine da scrivere in Europa.e ne comincia la costruzione Solo 24 macchine da scrivere sono state fatte in quell’anno. L’anno successivo 680 macchine da scrivere sono state prodotte e nel 1907 oltre 4000. Continental era una robusta macchina da scrivere ufficio standard. La produzione seppur con piccole modifiche continua fino al 1949. Sono stati prodotti diversi milioni esemplari di macchine da scrivere Continental. E ‘stata una delle macchine da scrivere più popolari in Europa. E ‘ancora facile trovare una macchina da scrivere Continental in condizione di lavoro.
Durante la guerra, le attrezzature per la produzione dei portatili viene trasferita in Belgio. Nel dopoguerra viene riavviata la produzione, ma la qualità complessiva delle macchine era peggiorata rispetto all’eccellenza delle macchine prima della guerra. Questo anche perchè era difficile l’approvvigionamento di acciaio. Le macchine standard e Silenta incontrato un destino sconosciuto, in quanto non solo le macchine, come prodotti, ma l’ intera fabbrica scompare. Si hanno notizie approssimative circa che la produzione si riavviata in in URSS. Alcune portatili di fabbricazione russa del dopoguerra fanno, infatti, hanno alcune analogie con le Continental fatte prima della guerra, e può essere che il disegno fosse, come al solito per l’URSS in quel tempo, copiato, e poi “corretto” e messo in produzione.
EMERSON
Anno di produzione: 1909
Nazione provenienza: Germania
Inventore: Richard W. Uhlig
Produttore: Emerson Typewriter Co. (più tardi chiamata Woodstock) di Kittery
La Emerson, che si dice sia stata commercializzata nel 1908. La particolarità di questa macchina sta nel fatto che i martelletti sono posti lateralmente.
Anche se un modello originale della Emerson n.1 compare solo nei disegni, nessuna prova della sua produzione effettiva è emersa fino ad ora. Le uniche Emerson sopravvissute sono tutti etichettate con modello 3. Ma ci sono alcune variazioni sul tema.
Nel 1910 la Sears,Roebuck & Co. acquistò la piccola fabbrica fondando la Roebuck Typewriter Co. ma di lì a poco cessò la
produzione della macchina che venne sostituita dalla Woodstock. E’ una macchina a battuta anteriore con 28 tasti su 3 file, 2 trasportori,
tasto fissamaiuscole a sinistra della tastiera. I martelletti, verticali, sono disposti ad ala ai due lati della superficie di battuta.
Il carrello. E’dotata di tasto di ritorno. Prezzodi vendita era di 50 dollari.
La produzione totale di Emerson è stimata in circa 15.000 macchine ma non moltissime sono sopravissute.
INVICTA
Invicta (1929) Typewriter
Prodotta nell’anno 1929 dalla INVICTA Soc. Anonima nello stabilimento di Torino ‑Via Colli 82 su progetto dell’ ing. Giuseppe Giachero.
Macchina molto robusta con telaio portante ricoperta da lamierini, le fiancate sono abbellite da fiancate con vetro smerigliato, la parte superiore è costituita da due lamierini con alloggio bobine del nastro
Molto belle le decalcomanie sul frontale e nel posteriore della macchina
Tastiera QWERTY con 44 tasti cerchiati a sfondo bianco per complessivi 88 segni; tasto fissa maiuscolo sul lato destro; tasto libera margine; tasto tabulatore
Sulla facciata anteriore: pulsante per cambio colore del nastro e pulsante sblocca tabulatore. La matricola è riportata su targhetta di ottone sul lato destro del telaio.
Il Mod. 5 porta anche sulla destra un dispositivo di blocco del trasporto, come il tasto di ritorno mentre il tasto dell’incolonnatore è a sinistra. A destra sul frontale si trova il libera margine. i cursori dell’incolonnatore e i marginatori sono sopra il poggiacarta che è dotato di rullini guidacarta, il libera carrrello è a destra. Il nastro ha un ritorno automatico ma può essere anche manuale. Posteriormente si trova un dispositivo per bloccare la macchina impedendo agli estranei di usarla. Sono previste due diverse interlinee e l’allineatore e situato ai lati del guidacaratteri. E’ prodotta in sette diversi reparti:carrello, supporto del carrello, meccanismo di comando, segmento, ecc. Ogni pezzo si può togliere dalla macchina dipendentemente.Lunghezza del carrello 90, 120,160 caratteri per riga.
Matricola 12202
Kappel
Anno di produzione: 1914
Nazione provenienza: Germania
Inventore: Otto Rössler, Bernhard Dost
Produttore: Maschinenfabrik Kappel AG, Chemnitz-Kappel
E’una macchina a battuta anteriore a 4 file sul tipo della Underwood, 44 tasti, trasportatori sui due lati, fissamaiuscole,nella fila mediana a destra c’è il tasto di ritorno; il carrello scorre su sfere e rulli e data la sua posizione il rullo si trova tra il guida carrello anteriore e il posteriore. Grazie a questa particolare disposizione il rullo è ben stabile in una struttura di macchina aperta. Il carrello interno e telaio del rullo sono sostituibili; rullo e rullini premicarta si tolgono senza ricorrere a viti. Ogni macchina poteva essere dotata di carrelli di 5 lunghezze diverse. Grazie alla estrema accessibilità dei meccanismi e alla possibilità di sostituirli chi usava la macchina poteva procedere senza problemi ad una sua accurata pulizia ed eseguire riparazioni senza incontrare grossi ostacoli. La regolazione del nastro avviene mediante un indice posto sulla faccia anteriore della macchina; la forcella del nastro rimane costantemente nella sua posizione e non copre la scrittura.
Due battute sono sufficienti per far scorrere il nastro in direzione inversa e quindi non si stiracchia quando arriva al punto di inversione.
Il nastro non segue il movimento del carrello nè‚ a destra nè‚ a sinistra, nemmeno quando si usa lo spaziatore o quando si posiziona per la scrittura su matrici. Il ritorno automatico del nastro si effettua per mezzo di due leve che perciò è necessario siano sempre inserite nelle bobine. Il trasporto del nastro può venire provocato spingendo l’albero dello stesso. Una leva regola la distanza dei rullini premicarta dal rullo. I caratteri si inseriscono, prima della battuta, nel guidacaratteri ai due lati del quale si trovano gli allineatori. La macchina è dotata di triplice interlinea e consente di scrivere su linee prestampate. Il pulsante della frizione si trova a destra, barra dentata e marginatore dietro il poggiacarta; il libera margine è posto nella filadei numeri. La macchina può essere provvista di incolonnatore o tabulatore decimale; successivamente sono stati inseriti dispositivi ferma carta ai due lati del poggicarta. Questo è migliore, la battuta è più leggera, la leva dell’interlinea ha una forma più aggraziata, i trasportatori vengono avvicinati maggiormente ai tasti, il ritorno del carrello è quasi silenzioso in quanto i nottolini della ruota di comando si sbloccano automaticamente quando passa il carrello. La leva che fino ad ora regolava il trasporto viene sostituita da un tasto. La macchina predisposta per 5 diverse interlinee ha 46 tasti.
la Kappel mod.1 introdotta nel 1914 macchina per corrispondenza, con nastro bicolore, incolonnatore,
la Kappel mod.2 introdotta nel 1921 il modello semplificato contasto di impostazione e di sblocco,
la Kappel mod.75 introdotta nel 1937 ha la leva dell’interlinea già a sinistra, dispositivo guidacarta più moderno, regolatocco con 4 diverse posizioni, dispositivo di impostazione e sblocco dell’incolonnatore inserito nella tastiera, guidacarta che si apre automaticamente non appena si estrae il foglio e rimane aperto per consentire l’inserimento di uno nuovo ed è chiuso sulle due fiancate. Ulteriori modifiche:
rullo sostituibile, alloggiamento del carrello su rotaie rotonde con guide a rulli prismatici, marginatori situati in un punto visibile, tabulatore decimale a 5 tasti, copertura antipolvere anche in alto costituita da una lamiera protettiva sotto il guidacarrello, possibilità di togliere e introdurre con estrema facilità il carrello interno ed esterno. Anche in questa macchina è possibile inserire sul modello base carrelli più lunghi rispetto allo standard che era di cm 25. La parte posteriore dell’alloggiamento del carrello, costituita da un solo pezzo, puòà essere sfilata come anche il collegamento posteriore della carrozzeria con il meccanismo di comando dopo aver sfilato i tre raccordi corrispondenti. Anche in altri Paesi la macchina venne venduta con il nome di Kappel.
M.A.P
Anno di produzione: 1921
Nazione provenienza: Francia
Inventore: Halcom Ellis
Produttore: Manufacture d’Armes de Paris
La macchina venduta in Francia porta il marchio dello stemma della città di Parigi.
A sinistra si trova il tasto con “Abbrevizzione” che solleva di uno scatto il rullo per scrivere le abbreviazioni di Mr. Mme, Mlle ecc.
Le macchine vendute in Belgio portano il marchio della casa madre di Herstal.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939–1945) la Sassonia entrò nei territori di occupazione sovietica. La fabbrica Kappel fu smantellata nel 1945, il resto fu espropriato nel 1946 e fu chiamato “VEB Maschinenfabrik Kappel” e affidata a imprese di proprietà statale.
Oliver
Anno di produzione: 1896
Nazione provenienza: Inghilterra
Inventore: Thomas Oliver
Produttore: Oliver Typewriter Co., Woodstock ma a partire dal 1928 Croydon, Surrey
Macchina a battuta dall’alto con tre file di tasti in cui i martelletti sono situati a destra e a sinistra del rullo, sopra la tastiera, e battono dall’alto in basso sullo stesso. Pertanto non si può evitare che le leve esterne compiano un percorso più lungo rispetto a quelle interne. Siccome i caratteri si trovano uno accanto all’altro è molto facile pulirli. E’a scrittura visibile però lo scritto scompare rapidamente sotto l’ala sinistra dei caratteri. Il carrello scorre su quattro cilindri in due rotaie e non deve essere ingrassato. Nella Oliver Modello 1 (1896), che aveva la carrozzeria nichelata ed il dispositivo dell’interlinea decisamente primitivo, il carrello era collegato in modo fisso con la macchina.
Dalla Oliver Modello 2 (1897), con carrozzeria massiccia in ghisa e sblocca carrello sul lato sinistro, esso poteva essere sfilato.
La Oliver Modello 3 comparve sul mercato nel 1902. Possedeva uno sblocca margine a destra mentre quello di sinistra aveva subito, nel frattempo, delle modifiche interessanti.
Dalla Oliver Modello 4 in poi (1904) i modelli pari avevano 84 caratteri, quelli dispari 96. Per il resto il Modello 3 era uguale al n. 4. La Oliver scriveva più silenziosamente rispetto alle altre macchine dell’epoca, la battuta era leggera e i tasti erano in materiale bianco. Ebbe una notevole diffusione anche in Europa. Il nastro si trova in contenitori chiusi a destra e a sinistra delle ali dei caratteri e viene mosso da ruote a coclea che provocano la rotazione degli assi delle bobine.
Il nastro scorre davanti al punto di battuta attraverso una forcella che si alza al momento della battuta e successivamente torna in posizione di riposo. Una leva situata a destra rispetto allo spaziatore provvede all’inversione del nastro Una volta inserita l’interlinea desiderata è sufficiente spingere indietro il carrello mediante la manopola elastica situata alla sinistra del rullo. Quest’ultima è dotata di un dispositivo a ruota dentata che fa ruotare il rullo di un’interlinea non appena il carrello va ad urtare contro il fine corsa di destra. Se sospingendo a capo il carrello non è necessario lasciare l’interlinea è sufficiente riportare indietro il carrello agendo sulla manopola di destra del rullo.
Con la Oliver si possono ottenere tre diverse interlinee ed è possibile scrivere su righe prestampate con l’apposito dispositivo situato dietro la manopola di destra del rullo. Il marginatore di destra ha la forma di un piccolo tacco che ingrana in tacche situate sotto il carrello, quello di sinistra sembra un’asse e può essere estratta per tutta la lunghezza desiderata dietro la capsula dell’inchiostro di destra. I due marginatori sono dotati di una scala che coincide con quella situata al di sopra del rullo. Un indice mobile mostra l’esatto punto di battuta del carattere
successivo. Gli sblocca carrello sono situati a destra e a sinistra sotto le manopole del rullo. Per sfilare il carrello è sufficiente premere con un dito della mano destra il tasto spaziatore mentre con il medio della sinistra si preme il bottone di sblocco e contemporaneamente si afferra il rullo per la manopola sinistra. Nelle Oliver Modelli n.5–6 (1907) viene migliorato il dispositivo di trasporto. Il carrello viene sostenuto da due leve oscillanti entro cui è appeso. Premendo uno dei trasportatori il carrello viene spostato all’indietro dell’altezza di una lettera, premendo l’altro il carrello viene spostato analogamente in avanti. Il carrello ritorna in posizione mediana grazie al proprio peso. La macchina è dotata ora di un rigatore, che rende più facile la fincatura longitudinale e verticale, di tasto di ritorno e di un incolonnatore. Ci sono anche due tasti sblocca margine posti al di sopra della tastiera.
I Modelli della Oliver Modelli n. 7–8 (1914) hanno subito notevoli miglioramenti: i martelletti sono più robusti, hanno un dispositivo di recupero del nastro di trazione, migliori dispositivi guidacarta e di frenatura dell’incolonnatore, un più forte comando a ruota, bobine più grandi,migliori dispositivi regginastro per l’inversione dello stesso. E’interessante anche l’esperimento condotto dai costruttori volto a misurare la forza necessaria alla battuta nella maggior parte dei modelli della concorrenza da cui risultò che questi abbisognavano di una forza pari ad un peso di 10 once mentre per la Oliver era sufficiente una forza pari a 6,5 once. Se si moltiplica il risparmio di 3,5 once per 50.000 battute al giorno si realizza un minor sforzo giornaliero pari a 10.OOO libbre.
I Modelli della Oliver n.9 e 10 (1915) vennero dotati di trasportatori posti ai due lati della tastiera. Mentre nei primi modelli poteva venire usata solo la parte centrale del nastro ora mentre esso scorre in un senso viene utilizzata la parte alta, viceversa, in senso contrario, la parte inferiore che però può essere utilizzata anche mentre si scrive. Le bobine possono venire scambiate per ottenere un miglior utilizzo del nastro. Questo modello veniva fornito, a richiesta, del dispotivo per compilare gli assegni che consisteva in una matita rossa, posta nel dispositivo di rigatura, che permetteva di tirare delle righe prima e dopo i numeri in modo da rendere impossibile cambiare l’importo dell’assegno. Il colore indelebile penetrava nella grana della carta pertanto qualsiasi tentativo di cancellarlo, con la gomma o con sostanze chimiche, avrebbe lasciato tracce talmente evidenti che qualunque cassiere ne avrebbe rifiutato il pagamento. La macchina poteve essere usata anche con nastro bicolore.
I modelli Oliver n.11 e 12 (1922) erano dotati di ritorno automatico del nastro. Il carrello era un po’ più largo, era stata migliorata la ruota di comando ed aggiunto un dispositivo per la stenografia; il tasto di ritorno sostituito da una leva. La Oliver con la Yost, la Empire, la Bar-Lock fu una delle macchine che incontrò i maggiori favori in Europa e nelle colonie Britanniche. Nel 1928 la sede della fabbrica fu trasferita a Londra dove, nello stesso anno, apparvero i Modelli Oliver n.15 e 16 con il nome di British Oliver. Prezzo: £ 23 per il modello a 28 tasti, £ 25 per quello a 32. Per ogni macchina potevano essere forniti sette carrelli di diversa larghezza. In Germania ci sono macchine che portano il nome di Stonzenberg in quanto
per un certo periodo la rappresentanza della Oliver fu tenuta dalla ditta Stonzenberg.
Il Modello 5 è noto anche con il nome di Fiver. Dal 1931 la Oliver non venne più prodotta. I rappresentanti inglesi e francesi, utilizzando il marchio Oliver, offrirono come macchina sostitutiva, la tedesca Fortuna; più tardi, in Inghilterra, la Halda-Norden venne diffusa come “Oliver four banks” cioè Oliver a quattro file.
Stupì molto la decisione di cessare la fabbricazione del modello di cui si erano venduti più di 1.250.000 esemplari già prima che la produzione venisse trasferita in Inghilterra e che, a quell’epoca, aveva incontrato molto successo essendo senza dubbio una delle migliori macchine a tre file di tasti.
Royal Typewriter
La macchina per scrivere Royal è stata senza dubbio una delle macchine più vendute nella storia.
Come la Remington e la Underwood è stata un marchio leader del mercato mondiale.
La Royal Typewriter Company è stata fondata nel gennaio del 1904 in un negozio di vendita di macchine a Brooklyn, New York, da Edward B. Hess e Lewis C. Myers.
Nel marzo 1906 è stata venduta la prima macchina Royal n.1.
La Royal Standard era diversa dalla concorrenza, in quanto aveva un design “flatbed” ossia a base piana, quindi molto più bassa rispetto ad una standard.
Non era sicuramente una macchina esteticamente accattivante ma aveva la particolarità di essere molto robusta tale da renderla una delle macchine più utilizzate.
Nel 1911 dopo l’introduzione del modello n.1 è uscito sul mercato la Royal n.5 , molto simile nella forma e nelle funzioni al modello precedente. I modelli che seguirono si differenziavano per le diverse lunghezze dei carrelli Nel 1914 il è stato introdotto il modello n 10 .Questo era il modello classico con design “verticale” con vetri laterali smussati che hanno permesso alla Royal di diventare uno dei leader di mercato.Come la Underwood 5 è stata una delle macchine che essenzialmente hanno segnato la fine della storia dello sviluppo macchina da scrivere Macchine come la Royal 10 continuarono ad essere costruite per molti decenni, e le uniche modifiche sono state di carattere estetico ma non funzionale
Il primo modello di Royal n.10 aveva due pannelli di vetro smussati su entrambi i lati della macchina. La versione successiva aveva invece un solo pannello di vetro su entrambi i lati. Non è chiaro in che momento esattamente questo cambiamento è stato attuato. La Royal n.10 è stato commercializzata come il la più robusta e potente macchina da scrivere in circolazione. A scopo pubblicitario e per sottolineare la robustezza della macchina la ditta organizzava dimostrazioni nelle quali le macchine venivano lanciate dentro le loro cassette in legno da aeroplani per evidenziare il fatto che avrebbero potuto resistere a pesanti cadute
La seconda guerra mondiale ha portato enormi cambiamenti all’interno della Royal. Come molte altre fabbriche anche la Royal ha dovuto convertire la sua normale produzione di lavoro per aiutare lo sforzo bellico.al posto di macchine sono state fabbricare mitragliatrici, fucili, proiettili, eliche, e pezzi di ricambio per motori di aerei. Si sarebbe aspettato fino al settembre 1945per ricominciare la produzione macchina da scrivere a tempo pieno.
Nel 1947, Royal ha introdotto in misura limitata, una versione dorata del suo popolare modello Quite Deluxe.
Ian Fleming il romanziere britannico che ha scritto i romanzi di James Bond, ed Ernest Hemingway hanno usato macchine per scrivere Royal per i loro capolavori
Underwood Special Typewriter
Under
Anno di produzione: 1900
Nazione provenienza: U.S.A.
Inventore: Franz X. Wagner
Produttore: Wagner Typewriter Co
Costruita da Franz Xaver Wagner, un tedesco, al cui nome venne rilasciato il brevetto del 27.4.1893 e che fondò la Wagner Typewriter Co. che si occupò solo di apportare migliorie alla macchina.
Alla costruzione parteciparono anche F.A. Young che era già noto con Wagner dall’epoca di Densmore (mori il 2 luglio 1937 a ottant’anni) e John E. Thomas che entrò come socio alla Underwood nel 1897 per costruire successivamente la Stearns. Il diritto di costruzione della macchina di Wagner venne venduto a John T. Underwood figlio del noto fabbricante di nastri per macchine John Underwood. Il suo interesse per le macchine per scrivere fu provocato da questo curioso incidente: Underwood sr. inviò un giorno suo figlio alla Soc.Remington per ricevere l’ordine per le nuove forniture di nastri ma gli venne detto che i nastri Li avrebbero fabbricati direttamente per conto proprio. Al che lui rispose prontamente: “Bene, allora noi costruiremo le nostre macchine per scrivere!”. A quell’epoca non immaginava certamente che con questa sua veloce risposta, dettata soprattutto dalla rabbia, stava ponendo la prima pietra di una ricchezza destinata a diventare leggendaria. Nel marzo del 1895 fondò a New Jork la Underwood Typewriter Co. e nella Hudson Street allest un piccolo laboratorio per la produzione di macchine. Le prime Underwood vennero prodotte dalla Lambert & Edgar Co. in una piccola officina in Center Street. I titolari non immaginavano assolutamente quello che veniva loro richiesto: si erano impegnati a costruire 1000 macchine ad un prezzo talmente basso che successivamente maledissero il giorno in cui avevano sentito parlare per la prima volta di una macchina a scrittura visibile. Nel 1896 la fabbricazione venne spostata a Bayonne, N.J. e nel 1899 ad Hartford, Conn. La Underwood fu la prima macchina per scrivere a martelletti con scrittura visibile che raggiunse un notevole successo, non che la visibilità dello scritto costituisse la cosa essenziale perchè‚ già prima della Underwood erano state costruite macchine con buona visibilità di scrittura. La caratteristica più importante in questa macchina era l’interleva che collegando leve portacaratteri e leve dei tasti consentiva l’oscillazione quasi senza frizione del martelletto verso la parte anteriore del rullo: invenzione del figlio di Wagner,Hermann. Riuscire a migliorare le macchine per scrivere americane, già sul mercato a quell’epoca, non fu certo prestazione da poco e per noi tedeschi fu molto importante che queste migliorie fossero appunto inventate da un connazionale. L’interleva di Wagner e altri dispositivi da lui inventati servirono da modello a molti fabbricanti di macchine per scrivere americani e tedeschi che dovettero pertanto pagare licenze alla Underwood, società veramente antesignana in questo campo. Leve simili erano gia note nel campo della meccanica però furono usate per la prima volta nelle macchine per scrivere perl’appunto da Wagner. Le interleve sono in grado di accelerare il movimento dei martelletti e rendono di conseguenza molto facile la battuta dei tasti soprattutto all’inizio. La guida dei martelletti in fessure era gia nota dai tempi della macchina di Sholes e anche la Hartford International e la Williams avevano adottato simili guide dei martelletti. Il matelletto piatto veniva già usato nella Bar-Lock ma mentre qui troviamo singoli caratteri con fusto conico, nella
Underwood vengono impiegati caratteri a fessura, saldati, secondo il tipo della Williams. I martelletti, dotati di una gola di rinforzo, passano attraverso le tasche del segmento e sono sospesi in quel punto ad un filo metallico. Premendo i tasti la leva viene tirata nella sua parte esterna verso il basso sollevando l’altra estremità, su cui si trova il carattere, provocando altresì la battuta contro il rullo.
Per quanto completa sembrasse la Underwood, fin dal primo giorno della sua comparsa, presentava pur sempre i difetti tipici di ogni sistema che deve passare dalla fase sperimentale all’uso pratico.
I martelletti della Underwood Mod. 1 e Underwood Mod. 2 erano troppo deboli, inoltre vi era tutta una serie di altri particolari da correggere cosa che avvenne con i Modelli Underwood n.4 e Underwood n.5 (1900); ora i guidacarta superiori si muovevano su un’asticciola situata trasversalmente al di sopra del rullo e perciò si poteva scrivere anche su cartoline, buste o formati di carta molto sottili.La leva dell’interlinea venne migliorata, il comando a coltelli sostituito con uno a ruota mentre il tasto di ritorno e il ritorno automatico del nastro furono successive innovazioni. Questi i vari modelli:
Underwood Mod. 1 e Underwood n.2 (1896) che si distinguono per il numero di tasti: rispettivamente 38 e 42;
Underwood Mod. 3, e Underwood n.4 e Underwood n.5 (1900) dotati di un carrello più largo.
Il Mod.5 costava pertanto $ 102,50 e rimase sul mercato per ben trent’anni fino alla comparsa (1931) della Underwood Mod. 6 con tabulatore incorporato i cui tasti erano posti al di sopra della fila dei numeri. Migliorie sono state apportate al meccanismo del nastro, ai fissamargini, alle leve dei tasti,leva di regolazione delle righe, allo sblocca margine, cursori, guide del carrello, bobine, reggicarta, piedini in gomma, ecc. La struttora ora è più bassa il che migliora notevolmente la visibilità dello scritto.
Successivamente il modello venne dotato di incolonnatore e su richiesta anche di tabulare decimale a 6 o 10 tasti. La tastiera venne migliorata con tasti antiriflesso leggermente incavati verso l’interno che perciò si adattavano meglio alla punta delle dita.
Nella Underwood-Spezial, un modello particolare di Underwood, il rumore è ridotto veramente al minimo in quanto tutte le parti importanti sono state schermate con strisce di feltro. Anche il carrello scorre con meno rumore e senza frizione inutile.
Nel 1935 comparve il modello Master o dell’Anniversario in cui il gioco dei martelletti era sottratto alla vista di chi scrive. La macchina ora ha tasti di bachelite neri, antiriflesso, una barra per l’incolonnatore, al di sopra dei tasti dei numeri, per poter usare indifferentemente la mano destra o la sinistra, ha un tabulatore decimale a 12 tasti, regolazione di battuta per i singoli tasti e nel loro insieme. Questo modello è dotato di un dispositivo di trasporto detto ritmico che consente il trasporto del cestello delle leve a bassissimo rumore anche se viene ancorato fissamente nelle due posizioni che può assumere; di rotaie dotate di cuscinetti a sfera che consentono una perfetta linearità anche dopo anni di lavoro. La battuta di questa macchina è molto dolce, ritmica e consente una velocità di scrittura ancora superiore. La carrozzeria è chiusa su tutti i lati anche posteriormente.
La Underwood portatile (1919) a tre file di tasti è una riduzione della macchina standard. Tutte le parti sono state costruite con l’estrema cura tipica della Underwood in tutti i suoi modelli il che garantisce la robustezza di tutta la struttura mentre le parti soggette a notevole carico presentano costolature di rinforzo. Ingombro della macchina:cm 30 x 9 x 21; peso: con valigetta kg. 4, senza kg 3.
Nel 1926 comparve sul mercato la Underwood-piccola a 4 file con telaio in metallo leggero in un unico pezzo. Per poter accedere al suo interno è necessario allentare tre viti. Questa macchina è dotata di una manopola sul rullo, di segmento posto verticalmente di dispositivo automatico di inversione del nastro di movimento silenzioso del carrello ecc. Prezzo originario RM 265, più tardi 234 compresa la valigetta
Nel 1933 venne costruita anche la Underwood portable jr al prezzo di RM 155 che è il modello semplificato della Underwood-piccola a 42 tasti. Ha soltanto una manopola del rullo, un unico marginatore, nastro monocolore la cui inversione avviene manualmente ed un unico trasportatore. Dal 1937 viene venduta con le bobine del nastro coperte.
Quando lavora la macchina è ancora più silenziosa degli altri modelli e più protetta dalla polvere.
Esistono i seguenti 5 modelli: Champion $ 64,50, Universal $ 54,50, Student $ 42,50, la portatile Leader a $ 39,50 e la Ace a $ 44,50 vennero costruite originariamente ad Hartford e
più tardi a Bridgeport. La Underwood-Soundproof (1922) è la Underwood Mod. 5 inserita in una valigetta che attutisce il rumore