Le comunità concrete di Adriano Olivetti

  di Davi­de Caded­du Negli anni Cin­quan­ta, in Ita­lia, ci fu tut­to un mon­do che ruo­tò intor­no alle Edi­zio­ni di Comu­ni­tà, alla rivi­sta «Comu­ni­tà», al Movi­men­to Comu­ni­tà e, alme­no indi­ret­ta­men­te, al libro L’ordine poli­ti­co del­le Comu­ni­tà. ‘Comu­ni­tà’ fu la paro­la scel­ta da Adria­no Oli­vet­ti per rap­pre­sen­ta­re segna­ta­men­te una radi­ca­le pro­po­sta di rifor­ma del siste­ma poli­ti­co rap­pre­sen­ta­ti­vo, che…

Alternanza scuola — lavoro per gli studenti del liceo Manzoni

MANSIONE SVOLTA PRESSO MUSEO OLIVETTI All’inizio del ter­zo anno sco­la­stic­noi stu­den­ti era­va­mo a cono­scen­za di dover intra­pren­de­re un nuo­vo per­cor­so che ci avreb­be intro­dot­to al mon­do del lavo­ro, un per­cor­so for­ma­ti­vo il cui sco­po era quel­lo di far­ci pren­de­re coscien­za del­le respon­sa­bi­li­tà a cui van­no in con­tro gli adul­ti quan­do affron­ta­no espe­rien­ze lavo­ra­ti­ve. Tra le…

Cosa è rimasto del mito Olivetti nel Canavese

  Nel 1926 il capo del socia­li­smo ita­lia­no, Filip­po Tura­ti, capi­sce che deve lascia­re l’Italia, ma non gli dan­no il per­mes­so. Deci­de di far­lo clan­de­sti­na­men­te. Lo aiu­ta­no, fra gli altri, Fer­ruc­cio Par­ri, San­dro Per­ti­ni e Car­lo Ros­sel­li. Ma alla gui­da dell’auto che por­ta di not­te Tura­ti fuo­ri dall’Italia c’è Adria­no Oli­vet­ti. di Giu­sep­pe Tura­ni Due…

La regola di Adriano Olivetti vista con binocolo

di Andrea Gre­co Repub­bli­ca eco­no­mia Ban­chie­ri e assi­cu­ra­to­ri ita­lia­ni si stan­no allon­ta­nan­do dal­la rego­la di Adria­no Oli­vet­ti, che già guar­da­va­no col bino­co­lo. L’imprenditore illu­mi­na­to di Ivrea non vole­va che i suoi diri­gen­ti gua­da­gnas­se­ro più di 10 vol­te la paga dei lavo­ra­to­ri più mode­sti. Ma i rap­por­ti tra capi­ta­le e lavo­ro sono evo­lu­ti, nell’ultimo tren­ten­nio, in…

Taylorismo ed il pensiero di Adriano Olivetti

.”Noi abbia­mo con­sa­pe­vo­lez­za di un comu­ne desti­no tra l’organismo pro­dut­ti­vo, la fab­bri­ca, e gli uomi­ni che gra­vi­ta­no attor­no ad essa e del­le con­se­guen­ze che se ne deb­bo­no trar­re per con­ser­va­re e poten­zia­re i valo­ri fon­da­men­ta­li del­la per­so­na uma­na e quell’insieme di con­qui­ste spi­ri­tua­li, cul­tu­ra­li e socia­li, cui dia­mo il nome di svi­lup­po civi­le”.

Conversazione di Mario Soldati ed il suo professore di calligragia

Dal 33 giri che accom­pa­gna­va la ven­di­ta del­la Let­te­ra 22 Oli­vet­ti Buo­na­se­ra Sol­da­ti pas­sa­vo di qua era aper­to mi sono per­mes­so di entra­re. -Buo­na­se­ra! Vedo dal suo salu­to che lei non mi rico­no­sce. -Mi scu­si. -Eheh­he …le pare. È nor­ma­lis­si­mo che lei non mi rico­no­sca a distan­za di tan­ti anni…sono il suo vec­chio mae­stro. Ah…

Architettura e Urbanistica alla Olivetti negli anni cinquanta

Ver­so la fine del 1980, le Edi­zio­ni di Comu­ni­tà pub­bli­ca­ro­no Adria­no Oli­vet­ti: un’idea di demo­cra­zia”. Nel libro Geno Pam­pa­lo­ni che — com’è noto — di Adria­no fu fra i col­la­bo­ra­to­ri più vici­ni, ave­va rac­col­to gli arti­co­li che su di lui ave­va scrit­to nel cor­so di vent’anni. Dal volu­me di Pam­pa­lo­ni “Archi­tet­tu­ra e Urba­ni­sti­ca negli anni…

La fabbrica triste

Intro­du­zio­ne alla ristam­pa del libro “Tem­pi Stret­ti” di Giu­sep­pe Lupo Nel 1957, quan­do vede la luce Tem­pi stret­ti nel­la col­le­zio­ne dei «Get­to­ni» einau­dia­ni, la sta­gio­ne d’oro del­la nar­ra­ti­va indu­stria­le è appe­na agli esor­di, ma sem­bra già desti­na­ta a dare frut­ti impor­tan­ti. In quel­lo stes­so anno, infat­ti, ven­go­no pub­bli­ca­ti due libri di scri­t­­to­­ri-ope­­rai (Gymkhana–Cross di Lui­gi…